DOGE : FRANCESCO FOSCARI. slato ¡1 dazio sui bestiami da luogo a luogo e quello sulle bestie grosse; Chiari in compenso pagherà 100 fiorini imperiali al mese. Per le biade, farine, vino ecc. trasportati da luogo a luogo nel Bresciano muniti di bolletta dei daziari di Chiari, non si pagheranno altri diritti, eccettuati i dazi d’Iseo, Clusago (Gussago ?), e Capriolo. Circa la domanda di assoluta indipendenza di Chiari dalla giurisdizione del comune e dei rettori di Brescia, quella terra sarà conservata nella condizione in cui trovavasi prima ne venisse investito il conte di Carmagnola. Ri-guardo alla prestazione delle fazioni e gravezze di quel comune per parte di tutti indistintamente gli abitanti in esso e sno territorio, si osservi ciò che è prescritto per Orzinuovi. Per la chiesta esenzione da nuovi pesi, dazi, taglie ecc. oltre i 100 ducati mensili, quegli abitanti sono equiparati agli altri godenti esenzioni. Circa gli alloggiamenti militari, la Signoria provvederà secondo le esigenze dei tempi. Quegli abitanti potranno vendere a piacere le loro vettovaglie, riservato alla Signoria di provvedere in caso di speciali circostanze. Il rettore di Chiari sarà un nobile veneziano che vi amministrerà giustizia imparziale. A tutti i possidenti beni in Chiari e territorio è assicurato il pacifico godimento dei medesimi, trattine i ribelli, ed eccettuati i beni già di Jacopo e fratello d’iseo, i quali si dichiarano dello stato. Sono confermati gli statuti ed ordinamenti vigenti, non derogando agli statuti di Brescia, e salvo il diritto della Signoria di mutarli, correggerli ecc. È concessa piena amnistia pel passato a tutti gli abitanti in quella terra. Niuno di quegli abitanti sarà inquietato per beni venduti o dati in paga da Pandolfo Malatesta, salva 1’ esecuzione dal disposto nel n. 87. Circa i danni derivanti a Chiari pel guasto recato alla Seriola vecchia (che passa per Palazzolo) da barche veneziane, sarà fatta giustizia. Saranno confermati ed osservati tutti i privilegi, franchigie, concessioni ecc. accordati a Chiari e suoi abitanti dai passati signori. La questione per la Seriola fra Martino dei Cavassi di Chiari e quel comune si restituisce in pristino onde venga fatta giustizia. Si rimettono tutti i debiti del comune e uomini di quella terra verso il Carmagnola, meno quelli derivanti da prestiti, affìtti o rendite dovute. I medesimi sono assolti da ogni debito che tenessero verso il duca di Milano per imposte, taglie ecc. Tutti quelli di delta terra che ne sono lontani potranno tornarvi e starvi sicuramente, meno i ribelli. Tutti gli abitanti di Chiari saranno posti, relativamente al possesso dei loro beni, nella condizione in cui erano prima dell’8 Aprile scorso. Bertolino trombetta del Carmagnola godrà del presente privilegio come lutti gli abitanti di Ciliari; Giovanni di Carmagnola e tutti i membri della famiglia (seguito) del conte Francesco avranno liberamente i mobili, armi, cavalli ecc. di loro spettanza, e non saranno molestati in alcun modo; a Zuanardo famiglio del detto conte sarà restituito un cavallo da lui prestato ad Agnesina Bigoni per andare a Brescia. Atti Francesco di Giovanni Terrozio not. imp. e scriv. due. Segue nota che i capitoli accordati a Solicino il 5 Settembre 1432, si trovano a carte 114 del Libro LVII del Senato. (Deliberazioni miste). ('¡ Data dell’approvazione in Collegio, da postilla in margine. — 1432, Settembre 5. — V. 1432, Giugno 16, n. 148.