149 alla zona litorale e insulare della V. G., al nord fin Monfalcone e Fiume. Vive di preferenza su terreno carsico, aprico, in vicinanza del mare, sotto i sassi, gen. raro. — Carso di Monfalcone (Schr, div.); Duino- S. Giovanni 6.20 (RI); rarissimo a Trieste, 5.08 (Kr 1); Zaule e No-ghera nel Vallone di Muggia, IV, raro; Strugnano 6.25 (Siega, div.). — Più frequente a Pola, Porto Albona e Fiume. — Isole: Cherso, (Cai-sole) Lussinpiccolo e Unie, pochi es. — Costa croata; Carlopago (Kuthy 36). Siegel (1866, 99) menziona un Aeinopus da Sinadole pr. Storie nel Carso triestino e lo denomina A. megacephalus Rossi. Tanto la località quanto la determinazione meritano conferma. Non è escluso che si tratti del picipus. 226. A. (Oedematicus) megacephalus Rossi (Bed. Bull. Soc. ent. France 1904,139; Giridelli Boll. Soc. Ent. Ital. 1925,133; bucephalus Dej. IV. 36; emarginatus Reitt. Tab. 44, nec Chaudoir; megacephalus pars, Ganglb. 336 e Bed. N. Afr. 126. — Caucaso, Armenia, Siria, Asia min., Balcania, Italia e Francia mer.). — Mandibola destra senza incisione basale, clipeo profondamente smarginato, tarsi pubescenti sulla faccia superiore. Il S ha di solito il capo molto ingrossato e il prosterno munito di una protuberanza ottusa. — E’ stato trovato da noi appena negli ultimi anni, in siti argillosi e umidi della costa istriana settentr.: Noghera (Ciri) e Capodistria (Sch 1). Nota. — La distribuzione geografica attribuita dal Reitter (Tab. pag. 44) alle due specie di Oedematicus è errata, come rileva giustamente l’amico Gridelli nel Boll, della Soc. Ent. Ital. 1925, 135. Non è vero che in Dalmazia e in Italia esistano due specie differenti, ma è bensì vero che la specie dalmata e balcanica (emarginatus Reitt.) si estende anche all’Italia, donde è stata descritta col nome di megacephalus Rossi. — L’altra specie che il Reitter riteneva erroneamente per megacephalus, e che è caratterizzata dai tarsi superiormente glabri, trovasi soltanto nelle regioni più occidentali del Mediterraneo (Spagna mer., Baleari, Marocco, Algeria e Tunisia); ad essa spetta il nome gutturosus Buquet. Gen. Harpalus (Latr.) Schauberger 1924. (Ophonus + Harpalus partim., sensu Gglb., Bed., Reitt. ecc.) Nota. — La distinzione dei due generi Ophonus e Harpalus, come la intendono la maggior parte degli autori, non regge. Infatti, la presunta differenza (tarsi pubescenti o nudi) cade all’esame doli’Ophonus signaticornis, avendo esso i tarsi completamente nudi, come un vero Harpalus. Anche 1’ 0. rotundatus ed il pumilio hanno i tarsi denudati, salvo qualche setola all’apice dei singoli articoli. Gli altri caratteri basati sulla pubescenza e punteggiatura delle elitre subiscono pure una modificazione graduale, che non consente una divisione netta in due generi distinti. Ed è perciò che io ritengo opportuno riunire nuovamente in un sol genere le numerose specie di Ophonus ed Harpalus, come si usava ai tempi dello Schaum (Natg. Ins. Deutschl. I), ammet-