168 del Goriziano e dell’ Istria sett., in siti piuttosto umidi, IV - VI e Vili, IX. — Goriziano: Volzano 8.Ü7 (Gabrl); Is. Morosini (May 6). — Istria: Zaule e Noghera, di solito raro, una volta però in gran numero durante lo straripamento del Recca, 16.6.11 (Sch); così anche nella stessa epoca a Decani, sotto il ponte del Risano, 6.911 (Spr plur); Valle del Quieto inf. 5.23 (RI). — Anche in Carnia: Tolmezzo (Gortani 61). 229. H. ardosiacus Lutschnik nom. nov. (Acta Instit. Agron. Staurop. 1922, 54, Schauberger, Col. Zentralblatt 1926, 160; rotundicollis Fairm., Schaum 574, Ganglb. 342; diffinis var. rotundicollis, Reitt. Tab. 61 e Bedel, N. Air. 139; obscurus Dej. IV, 197. — Austria, Balcania, Italia e, secondo Bedel, in tutta la regione del Mediterr. occid.). Abbastanza diffuso nella V. G., però sporadico e raro; trovasi spesso in siti più aridi che la specie precedente, talvolta anche in regioni carsiche, sotto sassi. — Friuli e Goriziano: Prestento pr. Cividale, lungo la strada, 7.24 (MI); Vipacco (Kfm. 1). — Dint. Trieste: M. Lanaro 5.09 (Blasigl). — Istria: Noghera 9.07 (Graeffe 1); Salvore 26.3.22 (MI); Pota (Steinbl) e 31.8.11 (Heyrovsky 1); Laurana 4.21 (Mey 1); Fiume (Dep 3). — Isole: Ganidole Piccola 7.13 (Schatz. Is. Adr. 149). Nota. — Schauberger (Col. Zentralblatt 1926,161) considera \’H. quadricollis Dej. come una razza mediterranea occidentale dell’ ardosiacus. Mi permetto di osservare che, secondo Bedel (Col. N. Afr. 142), si trovano nel Marocco e nell’ Algeria tanto il quadricollis quanto 1’ ar-siacus (rotundicollis), per cui non sembra trattarsi di forme vicarianti, come lo sono solitamente le razze propriamente dette. 230. H. obscurus Fabr. (Schaum 572, Ganglb. 342, Reitt. 168 e Reitt. Tab. 60; montícola Dej. IV, 195. — Parti montuose dell’Europa media, al sud fino nell’ Italia sett. e in Bosnia; secondo Reitter anche nel Caucaso e nel Turkestan). — Nella parte sett. della V. G., poco frequente. — Carnia: Ampezzo (Str 1). — Goriziano: Volzano, nel terriccio dei campi arati, 7.08 (Gabr 3 es, uno molle); Auzza 7.21 (Chi); Gorizia (Schr 1); Vipacco (Kfm 2); Monfalcone 4.26 (Prl). -— Retroterra di Trieste e Istria: Monrupino, sotto una pietra, 2.21 (MI); Mataun pr. Divaccia, in una dolina coltivata sotto un sasso, 9.21 (MI); M. Taiano, nella reg. della vetta sotto sassi, sing., 6.21 e 5.23; Zaule e Noghera 6.911 div. es. (Pr, Sch), a Noghera una volta anche sulle infiorescenze gialle di un’ombrellifera, 9.912 (Ciana). — Retroterra di Fiume: praterie dell’ Obruc, sulle infiorescenze di Heracleum, 7.910 (Dep. 1). 231. H. incisus Dej. (Spec. IV, 201, Ganglb. 343, Reitt. Tab. 61. — Eur. merid., dalla Spagna fino in Grecia). — Da noi finora in poche località costiere, però talvolta frequente in settembre sulle infiorescenze di Foeniculum. — Dint. Trieste: lungo la strada Barcola-Mira-mare 10.910 (Pr 4) e 10.19 (Bl); tra Prosecco e Gabrovizza, sul finocchio molti es., anche in copula, 9.23; Zaule, sul finocchio, 12.7 e 1.9.08 (Ku). — Dint. Fiume: Lokve (Stiller 1911, 470); Segna (Ganglb. 1). 232. H. punctatulus Duft. (Fn. Austr. II, 89, Dej. IV, 202, Schaum 574, Ganglb. 342, Reitt. 169 e Reitt. Tab. 63. — Eur. media, Siberia. — Da noi in poche località del Frinii e del Goriziano; rariss. nel retro-