4 distribuzione degli insetti; così si spiega la ricomparsa di specie nordiche al Sud, oltre il limite estremo della loro distribuzione compatta, in oasi staccate, mantenutesi in siti adatti, più umidi e boschivi; e così si spiega la penetrazione delle forme meridionali verso Nord, nelle cosidette località xerotermiche, con clima asciutto e caldo. Oltre all’ influsso della fauna settentrionale e di quella meridionale sulla composizione della fauna della V. G. va rilevata l’irradiazione di elementi italici e balcanici, che del pari si mescolano e si confondono nelle varie biocenosi. Noi ci troviamo proprio nella zona di confine tra 1’ occidente e 1’ oriente e ciò si rispecchia nella distribuzione faunistica colla presenza di non poche specie occidentali che dalla pianura padana si estendono fino all’ agro di Monfalcone o ancor più oltre verso l’Istria; dall’altro canto le specie sud-orientali, che lungo le coste della Dalmazia raggiungono l’Istria meridionale, perdendosi poi, a poco a poco, verso Parenzo, Salvore e Trieste. Non poche sono le specie caratteristiche del Carso, che non trovano riscontro nella fauna di altre regioni d’ Europa. Sulle Alpi Giulie poi ed in parte anche sulle elevazioni maggiori dell’Istria, vi sono parecchi rappresentanti della fauna alpina e montana, che complicano maggiormente il quadro faunistico della Regione. Se a tale diversità faunistica si aggiunge il numero considerevole di specie, che supera certamente le 6000 finora elencate, si comprenderà facilmente P impossibilità di un esplorazione completa jiel periodo di cinque lustri. Bisognerebbe poter visitare ogni singola località molte volte e in tutte le stagioni dell’ anno, adoperando ogni volta tutti i metodi di ricerca, per poter avere un quadro zoogeografico completo. Nemmeno il territorio di Trieste, ad onta delle moltissime escursioni, può dirsi del tutto esplorato, perchè ogni tanto abbiamo il piacere di constatare la cattura di qualche specie non peranco registrata. In ciò sta appunto la speciale attrattiva che esercitano i coleotteri su tante persone; mai si finisce di conoscerli tutti, sempre qualche nuova sorpresa, qualche nuovo elemento da aggiungersi alla falange innumerevole delle specie già osservate. Se ad onta delle lacune tuttora esistenti mi accingo a riassumere quanto mi consta finora sulla fauna dei coleotteri della Venezia Giulia, lo faccio per colmare una lacuna sempre più sentita dai nostri entomologi e da quelli di altri paesi che vengono a studiare la nostra fauna. Bisogna pure incominciare una buona volta colla compilazione di un lavoro riassuntivo che dia un quadro completo del-P enorme materiale edito ed inedito sui coleotteri della Venezia Giulia e che possa quindi servire di base e di guida per ulteriori ricerche. Biguardo alla delimitazione del territorio faunistico devo osservare quanto segue. Originariamente il mio schedario comprendeva i coleotteri del vecchio «Litorale» austriaco, cioè delle provincie di Gorizia e Gradisca, di Trieste e dell’ Istria, ed in più il territorio di Fiume. Dopo la redenzione delle nostre terre cercai di adattare i