47 35. L. (Pogonophorus Latr., Barin.) spinibarbis Fabr. (Dej. II, 214, Schaum 83, Gglb. 95, Reitt. 1905, 216, Biinninger, Boll. Soc. ent. Ital. 1924, 102. — Eur. centr. e occid., Reg. Mediterr.). — La f. typ. del-1’ Europa occid. è rimpiazzata nella V. G. dalla razza balcanica: a), spinibarbis rufipes Chaud. (Bull. Mose. 1843, IV, 747, typ.: Turchia; Banninger 1. c. 102; punctatus Beitt. 1885, 214, typ.: Grecia, Montenegro, = spinibarbis var., Milli. Wien ent. Zeitg. 1901, 138). — Differisce dalla f. typ. per il colorito azzurro più chiaro, più splendente, alle volte tendente al verde e per le zampe di solito del tutto gialio-rossiccie; le interstrie delle elitre spesso con puntini più evidenti; L. 8-9 mm. Singoli es. coi femori nerastri si trovano quasi dapertutto colla forma normale; essi non differiscono del resto menomamente dal solito rufipes. — Abbastanza diffuso e frequente sui monti dcl-l’Istria e del retroterra di Trieste, specialmente sulle massime vette, ove trovasi talvolta copioso sotto i sassi, dalla metà alla fine di maggio; di estate soltanto es. morti. Vive anche nella zona costiera, però generalmente raro e sporadico; più frequente nelle isole. Monti: Sabotino pr. Gorizia 5-25 (Pr 1); M. Rè, sulla vetta della «Plesa», 20-5-09 e 27-5-23, 1 es. anche nel 10-920; Auremiano, 20-5-10; Castellaro Maggiore, 15-5-11, 2 es.; Artuise, versante nord, 8-5-07, 1 es.; Tajano, nella regione sup. dei prati oltre i 1000 m, sotto sassi 5-22, e sulle due massime vette 20-5-23 e 28-5-23, un singolo es. anche nella discesa verso Piedimonte a circa 800 m, sotto un sasso, 13-5-20; M. Maggiore, vetta, 6-97 (Cz 1), 21-5-10 frequente (M), in numero straordinario nel 1923, alla metà di maggio (H. Wagner); nei pressi del rifugio al M. Maggiore 5-04, (Meyer 1912, 82); Nevoso 9-21 (R 3); Skrad in Croazia (Stiller 164). -— Località costiere: dint. Trieste 10-98 (Cz 1) e 4-5-20 (R 1), Fiume (De/. II, 214), Pola (Web). — Isole: Lussino, nella località Curilla 4.14 (Scliatz, Is. Adr. 142; 18 es.); Unie 4-14 (Gr 8); Arbe 4-08 e 9-10 (Kr.). Nota 1. -— Interessante e non ancora spiegato è il concentramento di questo ed altri Leistus sulle cime dei monti nella seconda metà di maggio. La massima copia d’esemplari è stata osservata nel 1923 dal Sig. Hans Wagner di Berlino sulla vetta del M. Maggiore. Egli mi assicura che ce ne saranno stati parecchie migliaia; ad ogni modo ne raccolse durante la mattinata oltre 600 es., in parte sotto i sassi, in parte vaganti sul suolo e sul muro della torre; quest’ultima era quasi ricoperta da uno sciame errante di Leistus. Il sig. Wagner aveva l’impressione che si trattasse di uno sciame volante appena giunto ili vetta, proveniente dai pendìi costieri del monte. Che non si trattasse di una specie di volo nuziale? Ad ogni modo sta il fatto che più tardi, in giugno e luglio, non si trovano che esemplari morti agglomerati sotto i sassi della vetta, tranne qualche singolo superstite vivo. Un’ altra comparsa straordinaria del Leistus spinibarbis sul M. Maggiore osservò il dott. H. Stolz di Baden in una giornata calda, soleggiata alla fine di maggio 1925. Giunto verso le 11.30 dinanzi alla