49 38. L. rufomarginatus Duft. (Schanm 85, Gglb. 96, Reitt. 1885, 216, flg. 9 e Reitt. 1905, 219. — Eur. media-orient., Ralcania, Italia; Caucaso). — Abbastanza diffuso nella Y. G., specialmente nella zona carsica e submontana, però anche nella zona litoranea. Predilige i siti umidi, ombrosi e trovasi specialmente nel fogliame fracido delle doline, nei boschi di quercie e pini alla base degli alberi e sotto i sassi, V, VI e IX -XI. — Goriziano; S. Tarnova, all’ingresso della Grotta presso Eriauci, 1 es. molto grande (Matuschka 6-19); Rubbia plur. iSchr.); Monfalcone 5-14 (Spr 6). — Trieste e retroterra: Boschetto, Longera e Terstenico, singoli es.; nelle doline dell’altipiano tra Na-bresina e S. Croce, dinanzi alla Grotta dell’ Orso pr. Gabrovizza, nella vallecola di Percedol, nella conca di Orleg, nel bosco di pini di Ba-sovizza, nella voragine di S. Canziano, nella Val Branizza e nei boschi tra Roditti e Artuise, per lo più singoli es. — Istria: M. Tajano 6.12 (Grl), Pola (Steinb5 e Web 1), Brioni (Patzl). — Fiume e Litorale croato: Val Recina, raro (Meyer 1912, 102) e Segna (Gglbl). 39. L. (Oreobius Dan.) imitator Breit (Col. Rund. 1914, 157, typ.: Obir, Grintouz.). — Nero piceo, il capo e il pronoto con riflesso verdastro, le elitre verdi, il margine laterale del pronoto, le parti boccali, le antenne e le zampe di color rosso-ferrugineo. Statura allungata, le elitre leggermente ristrette all’innanzi, la sporgenza omerale poco distinta, arrotondata. Il capo e il pronoto dapertutto sottilmente zigrinati; le strie delle elitre forti, crenulate. L. 8 - 9 mm. Molto affine al L. Apfelbecki del Volujak (Montenegro) e probabilmente non specificamente distinto. — Alpi Giulie: M. Canin, nella regione alpina, su terreno aprico, roccioso 7.22 (Sch e Ch 7). 40. L. (Leistophorus Reitt. Bann.) nitidus Duft. (Dej. 217, Schaum 85, Reitt. 1885, 216, flg. 8, Gglb. 96 e Reitt. 1905, 221. — Pirenei, Alpi, Carpazi, Bosnia, Appenn. tose.) — Da noi esclus. nelle Alpi e nel-l’Alto Carso, nei boschi di faggio sotto sassi e pezzi di legno; VI, VII e IX, pochi es. — Goriziano: Monte Nero di Bochinia (Milt. 1879, 467, anche Spr 910, 1 es.); Canin (Ch 1); S. Tarnova e Carnizza, div. es., — Liburnia: Nevoso (Miti. 1879, 467, anche R e Sch 920); Fuzine (Kuthy 25). — Dai monti al di là del Tagliamento ho veduto sing. es., un po’ diversi dalla solita forma: M. Crostis, Carnia, 1 $ molto stretto e allungato, 7.25 (Vallon); M. Raut, Alpi Venete, 1 $ colle elitre lateralmente arrotondate, 8.24 (Spr). 41. L. fulvibarbis Dej. (Spec. II, 215, typ.: Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra e Dalmazia; Reitt. 1885, 215, fig. 7, Gglb. 95 e Reitt. 1905, 422. — Eur. occid., Reg. Mediterr.). — Di questa specie, abbastanza diffusa in Dalmazia, non ho veduto finora che un solo es. della V. G.: Cherso, parte nord, fine 3-21 (R). Il Pad. 112 la cita dai dintorni di Fiume, il Kiist. V, 15 nomina l’Illiria, senza precisare la località. Io ritengo che il limite nord-occidentale della colonia balcanica passi attraverso la provincia del Carnaro. StudigEntomologici. — Trieste, I. voi. Parte II. 4 «