. :• ■ i ■' MEDITAZIONE DECIMAQUARTA SOPRA I SEPOLCRI DEI GRANDI DEL MONDO. Pieno de’ miei pensier, mentre passeggio Sulle tombe obbliate, e gli anni eterni Richiamo all’ alma ed i vetusti giorni, M’ è altin concesso là volgere il passo, Ove una cupa spaziosa fossa Sol di chi illustre fu nel mondo accoglie Il disanime avanzo. Io cerco intento Conoscer ben della dimora il loco, E de’ suoi abitator. La trista soglia Su’ suoi cardini stride, e par sdegnarsi Di mia temerità. Par che ricusi L’ingresso all’ ardimento. Io v’ entro, e tremo. I)’ onde il timor, che di repente investe Il cuoi' franco poc’ anzi ? Ah. freme 1’ alma Nel visitar le pallide nazioni Di morte serve, ed il mio pie’ vacilla.... Coraggio, o spirto mio, nulla è a temersi Nel soggiorno di pace e di riposo : Qui cessa di temer anche il malvagio.