208 COMMEMORIALI, LIBRO VI. Alessandria navi con equipaggi e merci, lasciando in sua balia il numero delle navi e il prezzo, e di prender denaro a cambio a carico publico. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Benintendi de’Ravignani cancellier grande, Baila ino de' Caresini, Bartolameo Orso. — Atti Nicolò de’ Farisei (v. n. 164). 1359, Marzo 7. — V. 1359, Marzo 23. 110. — 1359, ind. XII, Marzo 12. — o. 60. — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna, per dimora di 25 anni, rilasciato a Bartolameo Simonetti di Lucca. 111. — (1359), Marzo 18. — c. 48. — Bolla piccola a Girardo abate di San Giorgio maggiore di Venezia. Istruisca processo sopra 1’ accusa data al defunto Nicolò patriarca d’ Aquileia d’ aver fatto rubare alla chiesa di Grado i corpi de’ Santi Ermagora e Fortunato portandoli nel castello di Casamatta. Trovatala vera, faccia ridurre alla primitiva sede quelle reliquie, a spese dei rei. Gli si dà facoltà d’istruire il processo in onta alla costituzione di Bonifacio Vili, o ad altra che potesse invocarsi dagli accusati (v. n. 71 e 168). Bata in Avignone, anno 7 del pontificato (XV hai. Apr.). i 12. — 1359, ind. XII, Marzo 23. — c. 47 t.° — Protesto cambiario fatto ad istanza di Napoleone de’ Pontiroli procuratore del doge, per rifiutato pagamento da parte del destinatario, dell’ allegata tratta di cambio. Fatto in Avignone nel banco Spiafame. — Testimoni : Alberto Alfani e Contino Lapi da Firenze. — Atti come al n. 116. Allegato: 1359, Marzo 7. — Cambiale (in italiano) tratta da Paolo Parata e compagni di Venezia sopra Giovanni Spiafame e compagni da Lucca in Avignone per fiorini 2000 d’ oro di Firenze, pagabili a 8 giorni vista ad Amadeo notaio ducale e Napoleone de’ Pontiroli, con avallo di Davino di Giacomo (o Iacobi). V. Archivio veneto, XIV, 375. 113. — 1359, ind. XII, Aprile 1. — c. 60 t.° — Teodoro Meropoliti nipote e procuratore di Andronico Varangopulo di Costantinopoli (procura in Atti di Pietro Trevisano pievano di S. Eufemia), supplicò che, nonostante la quitanza generale fatta dall’ imperatore a Giovanni Gradenigo, ambasciatore veneto, di tutti i danni dati dai veneziani a greci, fosse risarcito quello recato dalla flotta di Nicolò Pisani ad una nave del suo mandante. La signoria, viste le benemerenze del petente, gli accordò in via di grazia perperi 2666, gr. 8, dei quali furono sborsati tosto per-peri 666, gr. 8 ; dei rimanenti, 1000 decretò si pagassero al ritorno delle galee di Bomania che stanno per partire, e 1000 alla muda di Marzo 1360. Ora il Meropoliti riconosce la grazia, ed accetta 1’ accordo, rinunziando ad ogni ulteriore pretesa. Fatto nella cancelleria del palazzo ducale di Venezia. — Testimoni : Benintendi de' Ravignani cancellier grande e i notai ducali Nicolò Stella, Bernardo di Casalor-cio ed Andrea di Oltedo. — Atti Pietro del fu Iacopino not. imp. e scriv. due.