COMMEMORALI, LIBRO V. 100. — (1355), Ottobre 21. — c. 47 (45). — Lodovico marchese di Branden-burgo e di Lusazia, arcicamerlengo dell’ impero, conte palatino del Reno, duca di Baviera e Carintia, conte di Gorizia e del Tirolo, avvocato delle chiese di Aquileia, Bressanone e Trento, al doge. Chiede che sia data facoltà a Giovanni Canter di conseguire entro 15 giorni il pagamento di vari crediti che teneva in Venezia da lungo tempo senza poterli esigere, dichiarando che in caso diverso provvederà a risarcirlo coll’ accordargli patenti di rappresaglia (v. n. IH). Data a Monaco. 101. — (1355), ind. IX, Ottobre 28. — c. 51 (49) t.° — Pietro Minutolo bailo del principato d' Acaia a Roberto principe di Taranto e d’ Acaia. Gli si presentò un messo del doge di Venezia con ordine d’esso principe di procedere contro i complici nel fatto riferito al n. 89 ; ma le pratiche fatte in proposito riuscirono a vuoto. Consiglia che, visti i vantaggi recati al principato dal commercio dei veneti, si domandi ai genovesi risarcimento dei danni da essi dati sulle terre e nella giurisdizione del principe ai veneziani, tanto più che questi compensarono le perdite da loro cagionate ai sudditi di quello. Chiede si aderisca alle richieste del messo suddetto, che sia permesso cioè ai veneziani, in forza di privilegi già loro conceduti da Guglielmo di Villeharduin, di vendere in Acaia panni al minuto ; e che i cittadini di Murano e di Chioggia godano trattamento eguale a quelli di Venezia (v. n. 102). Data a Chiarenza. 102. — 1 355, ind. IX, Novembre 4. — c. 53 (51). — Damiano di Andrea dei Zandegiulii inviato veneto chiede a Pietro Minutolo bailo nel principato d’ Acaia per Roberto principe di Taranto : Che, in forza di convenzione già conclusa con Guglielmo di Villeharduin e giusta le antiche consuetudini, si tolga il divieto ai veneziani di vendere panni e merci al minuto. Si trattino d’ ora in poi gli abitanti di Chioggia, Malamocco ed altri luoghi del Dogado come quelli di Venezia, ai quali sono eguali per diritto, e si restituisca a Pietro Gato e ad altri quello che avevano dovuto pagare indebitamente. Sieno risarciti i veneziani spogliati come al n. 89. Il bailo risponde : non poter prendere decisioni senza udire il consiglio dei ligi. Questi poscia decidono di scriverne al principe. Fatto nel castello di Chiarenza presso la bottega di Taddeo speziale. — Testimoni : Galeazzo Nani console veneto in Cliiarenza, Marco Pelacane, Marco Ze-vola e Giannino Gombresia veneziani (v. n. 101 e 172). 103. — (1355), Novembre 28. — c. 50 ( 48). — Carlo IV imperatore alla veneta Signoria. Conferma altra sua con querela contro Bartolameo Baviol di Milano campsore dicentesi veneziano, il quale aveva truffato iu Pisa grossa somma di denaro a Burcardo Monaco di Basilea, alla quale requisitoria non ebbe risposta. Chiede sia provvisto al risarcimento del danneggiato. Data a Praga, anno 10 dei regni, 1 dell’ imp. (v. n. 113). 104. — 1355, ind. Vili, Novembre 29 e 30. — c. 48 (46). — Gilbertino del