178 COMMEMORIALI, LIBRO IV. cariche di Candia : tre giudici del proprio, tre di petizione, tre avogadori di comune, quattro signori di notte, tre giustizieri, un capitano del borgo, 16 avvocati. II, delle castellarne dei seguenti castelli : Malvicino, Milopotamo, Bicorno, Contar... (Contarini ?), Seiino, Pregiotisa, Castel nuovo, Bonifacio, Belvedere, Temone, Pe-diada, Mirabello, Giustiniani, Monforte, Gerapetra. Ili, delle scrivanie : quattordici dei castelli, una del giudice de la mari, quattro della camera, due dei cinque alla pace, due dei giustizieri, tre dei signori di notte, quattro della corte del proprio, due di quella di petizione e dei greci, una del borgo, una della pesatura dei mugnai, due dell’ esazioni dei villani publici, sei della cancelleria maggiore. 318. — 1349, Gennaio 15 (m. v.). — c. 162 (167). — Annotazione: che fu rilasciato privilegio di cittadinanza per dimora di 18 anni a Baldo di Marco telarolo. 319. — (1350), Gennaio 18. — c. 162 (167). — Annotazione simile al n. 318 a favore di Martino di Francesco de Raude (da Rho?). 320. — 1349, Gennaio 20 (m. v.). — c. 466 (171) t.° — Francesco Loredano partecipa alla Signoria, in nome della propria sorella vedova di Giovanni Gradenigo conte d’ Arbe, che quest’ ultimo vendette al conte palatino di Puglia per 22 ducati due cavalli restati in Arbe. Esso Gradenigo aveva incontrate molte spese per ordine publico, e nello scompiglio della peste e del lutto i suoi conti andarono smarriti. La vedova si ricorda averle il marito dichiarato d’esser debitore alla Signoria di 6 ducati, che invia. Segue nota in cui Raffaino de’ Caresini dichiara d’ aver consegnato i 6 ducati ai camerlenghi di comune il 17 Marzo 1350. 321. — (1350), ind. Ili, Febbraio 13. — c. 164 (469). — Il vescovo Ildebran-dino di Padova a Clemente VI papa. In esecuzione degli ordini impartitigli (v. n. 262), ricavò dall’ esame dei registri del vescovo di Castello, che la somma delle decime dei morti competenti al clero di Venezia negli ultimi dieci anni ascese a 62,000 ducati d’ oro. Deduce esser vantaggioso 1’ annuo assegno di ducati 7000 fatto al detto clero nella convenzione n. 245. Non manda il processo formato da lui, dovendo partire per Roma col legato apostolico cardinale Guido di S. Cecilia ; invia intanto la presente, vista dal vescovo castellano e da Nicolò de’ Lamberti procuratore del comune di Venezia. Data a Padova (v. n. 322). 322. — (1350), Febbraio 14. — c. 163 (168). — Il cardinale Boloniensis (Guido d’ Alvergna), legato apostolico in Italia, esorta il doge al pagamento dei 12,000 ducati pattuito nel n. 245, essendo il vescovo di Castello pronto a dare sufficiente cauzione e a stare al convenuto, il che si maraviglia non faccia Venezia. Data a Padova (v. n. 321 e 324). 323, — (1350), Febbraio 20, — c. 161 (166). — Annotazione: che Gabriele