doge: lorenzo celsi. dei loro doveri ; ordinò la relativa inquisizione, e castigherà i colpevoli, come ne assicurò già il capitano e gli ufficiali veneziani. 291. — 1361, ind. XV, Gennaio 29 (m. v.). — c. 123 (124). — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna, per benemerenze, concesso al nobile Franceschino della Torre e a’ suoi discendenti. — Con bolla d’ oro. Dato nel palazzo ducale di Venezia. 292. — 1362, ind. XV, Febbraio 1. — c. 141 (142). — Presentatosi Damiano de’ Zandegiulii procuratore del doge alla porta della stanza del gonfaloniere e dei priori di Firenze, che non avevano voluto riceverlo, protesta sui punti seguenti : per essere stato scarcerato dalla Signoria di Firenze Michele di Lizzio fiorentino reo di truffa a danno dei veneziani Iacopo e Daniele Cocco e Daniele e Bernardo Vitturi, che gli avevano affidate merci da negoziare in Barberia, e per avere i magistrati di Firenze ricusato di arrestarlo di nuovo e di procedere contro di esso ; per non avere la Signoria medesima fatto levare, come n’ era stata richiesta in diritto, il sequestro posto ad istanza di detto Lizzio sopra certa lana esistente in Genova di ragione dei veneziani suddetti ; per avere la stessa negato a Francesco de’ Caronelli procuratore dei ripetuti veneziani una carta d’ obbligo fatta da Apardo Alamanni per merci consegnategli dal Lizzio per conto di quelli ; per avere la medesima impedito che i Cocco e Vitturi potessero farsi render conto della gestione degli interessi da essi affidati all’ Alamanni, già loro fattore in Avignone, e a suo fratello Nicolò. Fatto in Firenze nel palazzo dei priori e del gonfaloniere. — Testimoni : Giovanni del fu Giuntino albergatore di Bibbiena abitante a Firenze, Iacopo del fu Stefano Forti da Vienna di Francia abitante in casa di Marco Berengo a Venezia. — Atti Nicolò de" Foschi notaio. 293. — (1362), Febbraio 8. — c. 128 (129) t.° — Giovanni vescovo di Leuto-mùssel cancelliere di Carlo IV imperatore al doge. Partecipa che, non ostanti le vive istanze di Burcardo Monaco di Basilea, quel sovrano non volle procedere a rilasciare rappresaglie contro i veneziani senza più maturo esame. Il latore della presente Giovanni de Voerd dirà di più (v. n. 283). Data a Norimberga. 294. — 1361, ind. XV, Febbraio 15 (m. v.). — c. 125 (126) t.° — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna, concesso per benemerenze a Maffìolo del fu Giovanni Biffo da Milano e a suoi discendenti, con divieto di trafficare per mare. 295. — 1361, ind. XV, Febbraio 19 (m. v.). — c. 125 (126) t.° — Privilegio di cittadinanza, concesso per benemerenze, a Leonardo di Tocco conte palatino di Cefalonia e a suoi discendenti, in seguito a giuramento di fedeltà prestato al doge dal procuratore di quello, Giovanni Vallaresso. — Con bolla d’ oro. 296. — 1361, ind. XV, Febbraio 21 (m. v.). — c. 128 (129). — Privilegio dt COMMEMORI ALI, TOMO II. 42