DOGE: GIOVANNI DELFINO. 188. — 1360, ind. XIII, Marzo 26. — Il doge ed il consiglio minore danno facoltà a Tomaso Gradenigo del fu doge e a Marco Bembo, ufficiali alle rason, di ricevere dal procuratore degli eredi di Pandono Sarcai di Conca Marini quitanza dei pagamento di 10,000 ducati come al n. 189 (v. n. 231 del libro V). Fatto nella sala del Maggior consiglio in Venezia. — Testimoni: Benintendi de’ Bavignani cancellier grande, Pietro dei Quaranta e Tomaso del fu Bonincontro notai e scrivani ducali. — Atti Paolo de Bernardo notaio imp. e scrivano ducale. 189. — 1360, ind. XIII, Marzo 26. — c. 83 (86). — Tofiano Pisano di Amalfi procuratore di Marella Mele vedova di Pandono Sarcai di Conca Marini e tutrice di Petruccio, Francischello ed Angelillo Sarcai, loro figli minori (procura in atti di Tomaso Cazecanosa di Agerolo), confessa di avere ricevuto dai procuratori della Signoria (v. n. 188) ducati 3386, grossi 17, piccoli 19, a saldo dei 10,000 ducati d’ oro dovuti a Pandono suddetto in forza di convenzione 5 maggio 1357, con cui esso rinunziava per detta somma alle rappresaglie conseguite contro i veneziani. Il Toffano rinunzia pe’ suoi mandanti ad ogni ulteriore pretesa, e promette di far ratificare la presente dai compagni del Sarcai. Fatto in Rialto nella camera degli ufficiali alle rason. — Testimoni : Marche-sino del fu Giovanni di Marchesino, Donato del fu mastro Ravagnino Ravagnini, Benedetto del fu Miorato da Firenze, Tebaldo del fu Iacopo Franceschi balanzario (bilanciai^), Leonardo del fu Ognibene Gavazza, Coviello Aconzacoco del fu Fanello di Puglia, Filippo Intagliatore fante dei camerlenghi di comune, tutti abitanti a Venezia, e Filippo Cauzella di Amalfi. — Atti come al n. 188. 190. — (1360, Marzo 28). — c. 86 (87) t.° — Rodolfo duca d’ Austria al doge e al comune di Venezia. Chiede si consegnino al suo famigliare Giovanni de Valpach le merci esistenti in Venezia, di ragione di Giovanni Smanzer da Vienna. Data in Lubiana, nella domenica delle palme dell’ anno LX (v. n. 192). 191. — 1300, ind. XIII, Aprile 14. — c. 83 (81) t.° — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna per benemerenze a Pietro de la Rippa da Rrindisi e a’ suoi discendenti. — Con bolla d’ oro. Dato nel palazzo ducale di Venezia. 192. — 1360, Aprile 21. — c. 86 (87). — Costituti di Domenico pievano di S. Maria Maddalena notaio al fondaco dei tedeschi, di Pellegrino Querini già visdomi-no al detto fondaco, che nomina il suo ex-collega Andrea Paradiso, e di Nicolò Ro-ninsegna, per constatare il proprietario di certo rame condotto da Vienna a Venezia da Martino Caseler (o Chesler), e sequestrato nel suddetto fondaco a richiesta del duca d’ Austria (v. n. -190 e 194). 193. — (1360), Aprile 26. — c. 89 (90). — Rolla piccola di Innocenzo VI papa al doge. Esposto come Bernabò Visconti abbia preso a fare scorrerie in quel di Bologna, ridotta di nuovo all’ obbedienza della S. Sede, ed in Romagna, chiede che Ve-