08 COMMEMORIGLI, LIBRO III. Fatto a Venezia. — Testimoni: Nicolò Pistorino cancellier grande, e gli scrivani ducali Leonardo Caronelli, Stefano di Franchino, Iacobello Veniero e Nicolò di mastro Bartolameo. — Atti Raffaino de’ Caresini scrivano ducale. 558. — 1341, ind. X, Dicembre 19. — c. 203 (210). — Nicolò di Vicomarino da Piacenza trasmette a Marino di Bertuccio Michele di Venezia i poteri conferitigli dalla procura n. 553 (v. n. 506). Fatto in Piacenza, nel banco di Dionigio di Bonifacio e fratelli. — Testimoni : Giovanni Balbo, Tomaso dei figli di Agadi, Giannino di Bonifacio e Bernardo di Vicomarino tutti da Piacenza. — Atti Andrea Malpiede not. imp. a Piacenza. 559. — 1341, ind. IX, Dicembre 21. — c. 199 (206) t.° — Iacopo degli Alberti ed Antonio degli Albizzi, procuratori come al n. 556, accettando l’allegato decreto del Senato, confessarono essere il comune di Firenze debitore a quello di Venezia di ducati d’oro 31719, gr. 5, picc. 17 con guarentigia del marchese d’Este (v. n. 561), e promettono di pagarli in 10 rate annuali cominciando dalla fine del 1342, assieme a danni, spese e interessi che Venezia sarà per chiedere, sotto pena del doppio, costituendosi essi procuratori personalmente mallevadori in qualsiasi luogo. Promettono di più che Firenze non imporrà dazi sulle merci destinate a Venezia o proveuienti da Venezia. Fatto nella sala inferiore del palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Andrea Morosini cavaliere, Andrea Bondumiero, Nicolò Veniero, Marco Ruzzini, Marco Moro e Lisio Vitale consiglieri ducali, Albertino di Canossa, Pietro dei Quartari da Parma e Rannuccio da Siena tutti e tre giureconsulti, e Nicolò Pistorino cancellier grande. — Atti Amedeo de’ Buonguadagni notaio imperiale e scrivano ducale. Allegato: 1341, Dicembre 20. — Parte presa in Senato con cui si decreta: che venga conchiuso un accomodamento cogli oratori del comune di Firenze pel credito preteso da Venezia, dando temine di 10 anni e computando in esso il ricavato dalle rappresaglie bandite contro i fiorentini, i quali dovranno restituire quanto fu da essi per la ragione stessa sequestrato ai veneziani ; che siano revocate le rappresaglie d’ ambe le parti ; e che se Firenze vorrà imporre dazi pel suddetto pagamento, lo possa fare in generale su tutte le merci che vi entrano e n’escono (v. n. 560). 560. — (1341), Dicembre 21. — c. 200 (207) t.° — Verbale di convenzione stipulata dal doge e dal consiglio minore con Iacopo degli Alberti ed Antonio degli Albizzi (v. n. 556), nel quale, riconosciuto da questi il debito di Firenze e promessone il pagamento (v. n. 559), si stabilisce che siano revocate ed annullate tutte le rappresaglie bandite dai due comuni ai rispettivi sudditi, gli uni contro gli altri. Fatto ed atti come il n. 559. — Testimoni i tre giureconsulti e il cancellier grande come al n. 559 (v. n. 562). 561. — (1341), Dicembre 29. — c. 203 (210). — Simone Boccanegra doge di Genova, rispondendo a lettere del doge di Venezia relative agli affari di Giriforte Lercari e di Diomelde Cantelli, ringrazia del procedere dei magistrati veneti e prò-