38 COMMEMORIALt, LIBRO III. veneta del golfo, della galea di Manuele Grimaldi di Genova. Il detto Teobaldo veniva da Rodi, ed ora si reca a Venezia per ricuperare il suo (v. n. 208). 216. — (1331), Aprile 8. — c. 106 (112) t.° — Annotazione simile al n. 190 per Bonaccorso del fu Moncone Renetti da Lucca. 217. — (1331), ind. XIV, Aprile 10. — c. 66 (72). — Giovanni re di Boemia e Polonia, conte di Lussemburgo, signore di Brescia ecc. scrive al doge. Comunicò già le disposizioni prése per la sicurezza della navigazione del Po ; impadronitosi recentemente del castello di Guastalla, vi stabili una guardia a maggior tutela dei mercanti. Finisce accreditando come proprio oratore Guido da Sala suo famigliare. Data a Parma (v. n. 219). 218. — 1331, Maggio 6. — c. 120 (126) t.° — Manfredo "giudice, Stefano di giudice Gregorio Papapato notaio, coi testimoni Folco, Roberto Buchiniger, Nicolò Maurello, Alamanno Verzinotto e Bongiovanni Descullo, tutti di Cotrone, attestano : che recatisi dietro invito del nobile Griffo da Roeta da Cotrone, rappresentante Enrico de Longastrena da Reggio, e di Marino Tagliapietra da Venezia sulla nave armata di quest’ ultimo, egli (il Tagliapietra) li pregò di constatare la restituzione che faceva a Mano di Artamo da Palermo di un legno catturato da esso dichiarante, in seguito a contesa insorta fra alcuni veneziani e certi uomini di Castellamare, di Reggio e di Nicotera, per timore di essere dagli stessi danneggiato. Fatto in Cotrone. — Atti di Stefano notaio suddetto. 219. — (1331), ind. XIV, Maggio 20. — c. 66 (72) t.° — Guido da Sala ambasciatore di Giovanni re di Boemia e Polonia presenta al doge ed al suo consiglio il seguente memoriale. Per assicurare la navigazione del Po, il re fece munire e fa custodire il castello di Guastalla, Casalmaggiore, Altavilla e Castelnuovo ; invita Venezia a mandargli oratori per trattare del toglimento d’ ogni ostacolo al commercio su quel fiume, essendo il re dispostissimo a favorirlo in tutti i modi (v. n. 217). 220. — 1331, ind. XIV, Maggio. — c. 69 (75). — L’abbate di Bosazzo, Oderico di Cucagna e Federico di Savorgnano inviati dal patriarca d’Aquileia, dichiarate le ragioni che questi ha sulla città e sul territorio di Pola, chiedono che Venezia respinga 1’ acquisto delle regalie e diritti offertile da quei cittadini ; o, se tale acquisto fosse già fatto, vi rinunzi. In caso contrario, dichiarano di dover protestare per lesione dei diritti della sede aquileiese (v. n. 226). 221. — 1331, Maggio. — c. Ili (117). — Annotazione come al n. 63 per Giovanni lavoratore di terra dal padovano. 222. — 1331, ind. XIV, Giugno 11. — c. 106 (112) t.° — Due annotazioni simili alle riferite sotto il n. 164 per Ughetto, Pucinello, Quirico e Fridano figli del fu Torsello da Lucca, e per Bonomo mereiaio del fu Pietro da Milano.