DOGE: GIOVANNI GRADENIGO. 239 da Venezia, Matteo Faxuol da Cliioggia, Bartolameo di Tomaso da Sacile, Maffeo Ardizoni da Venezia domiciliato a Sebenico. — Atti Lanzarotto de’ Contrarii da Ferrara cancelliere del capitano generale in Schiavonia (v. n. 124). V. Liubió, op. cit., Ili, 304. 3fon. Eung. hist., A. e., II, 462. 124. — 1356, ind. IX, Gennaio 10. — c. 50 (48) t.° — Avendo Stefano imperatore di Shiavonia ordinato al castellano di Scardona nominato nel precedente che, se non potesse mantenere quel castello lo consegnasse al comune di Venezia ; ed essendo ora il medesimo impotente a difenderlo contro il re d’ Ungheria e le genti che sono in Clissa, il castellano medesimo cede il castello ai rappresentanti veneti, pure mentovati nel precedente, in nome dell’ imperatore, ed essi lo ricevono, promettendo di restituirlo a quel sovrano o a’ suoi eredi ogni volta che sarà domandato, e confermano la promessa con giuramento. Fatto alla porta del castello di Scardona. — Testimoni: il Veniero, il Giustiniani e il Faxuol nominati nel n. 123. — Atti come il n. 123. V. Liubió, op. cit. Ili, 305. Jlfon. Eung. hist., A. e., II, 463. 1356, Febbraio 1. — V. 1356, Marzo 5. 1356, Febbraio 3. — V. 1356, Luglio 12. 125. — 1356, Febbraio 6. — c.. 60 (58) t.° — Pietro IV re d’Aragona al doge. Iacopo Bragadino e Nicolò Faliero ambasciatori veneti gli chiesero risarcimento dei danni dati in mare ai veneziani da certi suoi sudditi. Esprimendone la sua dispiacenza, dichiara d’ aver ordinata pronta e rigorosa procedura contro i colpevoli. Data a Perpignano. 126. — 1356, Febbraio 6. — c. 60 (58) t.° — Pietro IV re d’ Aragona al doge. Accolse ed udì gli ambasciatori inviatigli (v. n. 125); deputò suoi consiglieri a trattare con essi 1’ appianamento di varie questioni che furono definite, come il doge potrà vedere dai documenti che portano seco gli ambasciatori medesimi. Chiede che Venezia voglia osservare quanto da essi fu pattuito (v. n. 127, 159 e 169). Data a Perpignano. 127. — 1356, Febbraio 6. — c. 60 (58) t.° — Pietro IV re d’ Aragona ordina a tutti i capitani e comandanti di flotte e navi e ai loro dipendenti suoi sudditi, di ben trattare e all’ occorrenza proteggere e difendere i veneziani dovunque, in terra e in mare. Data a Perpignano (v. n. 128). 128. — 1356, Febbraio 6. — c. 60 (58) t.° — Pietro IV re d’ Aragona ordina ai governatori delle isole di Sardegna, Maiorca, Minorca ed Iviza, ai vicari, bali, ufficiali di Barcellona e Valenza, e di tutti i domini regi, di trattare amichevolmente, e difendere e proteggere all' uopo i veneziani che frequentano i paesi da loro governati, e di esigere da tutti i comandanti e padroni di nave loro soggetti il