138 OOMMEMOBIALI, LIBRO IV. quali il capitano del castello di Vipacco, dato in mano al duca d’ Austria da vassalli patriarcali, il capitano della Carniola, i conti d’ Ortemburg e di Cilli ; che assediò e prese il castello di“Laas e ne fece un riparo a’ suoi delitti ; e si estende nel narrare altre male opere dello stesso, per le quali restano chiuse le strade. Chiede consiglio sul da farsi, e se Venezia assumesse l’impresa di domare quel facinoroso, esprime il desiderio eh’ essa sia affidata a Pietro Zeno capitano del Paisinatico. Concede che siano rimborsati, sul credito che tiene verso Venezia, i danni recati dai suoi a la-cobello Mozo della Giudecca. Promette giustizia ad Angelo Gabo di Grado, cui era stato truffato certo grano in Albona. Rimette al giudizio del podestà di Capodistria le questioni per diritto di pascolo vertenti fra Buie e S. Pietro. Promette di far compensare i danni dati ai veneziani dagli abitanti di Grisignana e Castelleone. Dimostra di non esser tenuto a pagare a Nicolò Pese certo legname che asserisce spettante ad Ettore Savorgnano. 124. — 1344, ind. XII, Maggio 24. — c. 72 (69-77) t.°— Bertrando patriarca d’ Aquileia rinunzia, alla presenza del doge, alla commissione data da papa Clemente VI ad Ademaro cardinale prete di S. Anastasia, ed a tutti gli altri atti relativi al processo incoato presso la S. Sede contro il comune di Venezia pel possesso di Cavolana (v. n. 143 e 145). Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Guglielmo decano d’ Aquileia, Costantino e Gambino ivi canonici, Giovanni e Gerardo di Cucagna, Filippo di Portis ed Enrico di Prampero, tutti e quattro cavalieri. — Atti Raffaino de’ Caresini, 125. — 1344 (Giugno 9 *) — c. 62 (59-67). — Esposizione fatta al'doge da Corrado Cigala oratore del comune di Genova, per un’ azione comune con Venezia onde ottenere da'Gianibech imperatore di Gazaria (Crimea) soddisfazione dei danni dati nei costui domini a negozianti delle due città, e concludere collo stesso trattati vantaggiosi al commercio loro (v. n. 128). (*) Sotto questa data il Senato votò la risposta, Misti, XXII, c. 31 t.° 126. — (1344), Giugno 17. — c. 66 (71-63) t.° — Il comune di Buie, rispondendo a Bertrando patriarca d’ Aquileia che aveva dimandato informazioni sui fatti commessi da Guglielmo di Piscazer nel tenere di Pirano ed altrove, scrive : avere il marchese d’Istria ordinato in tutta la provincia che niuno compri cose rubate dalla banda di colui ; nessuno aver violato tal comando. Partecipa esser giunte in Istria truppe venete, e prega che i sudditi patriarcali siano avvisati se mai li minacciasse pericolo. Data a Buie (v. n. 127). 127. — s. d., (1344, Giugno?), — c. 66 (63-71) t,.° — Brano di rapporto del marchese d’Istria al patriarca d’ Aquileia. Guglielmo Spicazer (sic) si ritirò dal-l’Istria nel Carso, ove attende Moneparayser ed Ernesto capitano di Sclrvvarze-nech per passare su quel di Pola ; esso marchese fece chiudere tutti i passi tranne quello di Cernigrad, perchè il Piscazer gli aveva tolto un cavallo e spogliato un servo*