286 COMMEMORIALI, LIBRO VI. rona al doge. Creò suo procuratore il banchiere veronese Antonio de’ Maffei, per esigere dal fondaco del frumento di Venezia 77,500 ducati d’ oro ivi depositati in nome d’esso scrivente da Bartoloto degli Alberti e Veneziano notaio da Verona, con tutti gli interessi. Il Maffei ha pure facoltà di rinnovare il deposito ai patti contenuti nella procura ; voglia il doge favorirlo (v. n. 29 e 51). Data a Verona. 49. — s. d., (1358, Agosto?). — c. 148 (149). — Il re d’ Ungheria scrive ai rettori e al comune di Zara circa l’osservanza, da essi trascurata, dell’articolo della pace 18 Febbraio relativo ai possedimenti dei veneziani in quella città, e particolarmente di Marino de Carnaruto e di Zane de Pizolo. V. Liubió, op. cit., IV, 50, con data 1362. 50. — (1358), Settembre 2. — c. 10 t.° — Francesco da Carrara signore di Padova, rispondendo a lettere ducali, ribatte 1’ opinione dei consultori veneti che pretendevano la questione Contarini-Momfumo toccasse i trattati fra Padova e Venezia e il diritto publico. Sostiene che si offenderebbe lo statuto di Padova col farla trattare da giudici non appartenenti a quel collegio ; chiede che Venezia accetti la transazione da lui proposta nel n. 27. Data a Padova (v. n; 52). 51. — (1358), Settembre 5. — c. 10. — Cangrande della Scala al doge. Dichiara di ratificare i poteri dati ad Antonio de’ Maffei (v. n. 48), e ciò ad istanza di Andrea (da Cavarzere) notaio ducale all’ uopo inviatogli. Data a Verona. 52. — (1358), Settembre 7. — c. 11. — Francesco da Carrara signore di Padova al doge. Aderisce alla proposta che il nome dell’ arbitro eletto a giudicare la questione Contarini-Monfumo sia fatto noto ai contendenti, onde possano difendere le proprie ragioni. Invita i Contarmi a rivolgersi al suo vicario che loro dirà il nome predetto. Data a Padova (v. n. 46 e 69). 53. — (1358), Settembre 10. — c. 11. — Il legato apostolico in Italia al doge. Chiede gli sia accordato salvocondotto, per una sol volta, pel trasporto di una determinata quantità di sale in Romagna per la via del Po, non essendo sicure le altre dai ribelli che infestano i territori di Ravenna, Cervia, Faenza, Imola e Cesena. Data a Faenza. 54. — 1358, ind. X, (sic) Settembre 12. — c. 15. — Raffaino de’*Caresini procuratore come nel n. 36, costituito dinanzi al doge, ai 12 anziani e al consiglio di guerra di Genova, fatta la domanda e ottenuta risposta come in detto numero, si dichiara pronto a dar malleveria, salvi i trattati fra quella città e Venezia. Il doge risponde aderendo, volendo Genova osservare i trattati e restituire le merci, salvi i diritti dei genovesi.