DOGE: ANDREA DANDOLO* ìli disporne nel testamento. In onta ai fatti proclami niuno si presentò come avente diritto a quella somma, che fu passata nel tesoro publico e nei registri dell’ entrate ; pregano quindi il doge di disporne. Data a Negroponte. 279. — 1349, ind. II, Luglio 6. — c. 148 (153) t.° — I rettori di Negroponte (v. n. 277) mandano al doge la distinta dei legati disposti da Marcoccio Roselli e pagabili in Venezia; trattennero il relativo ammontare nella cassa publica. I legati sono destinati : alla chiesa, ai sacerdoti e ai poveri di S. Maurizio, ai parenti del morto che esistessero, ai figli e alle figlie di Giovanni Roselli della Giudecca, a Cat-terina figlia di Benedetto zio materno del testatore, a Balisante figlia d’ una zia materna del medesimo. Data a Negroponte (v. n. 280). 280. — (1349), ind. II, Luglio 6. — c. 149 (154). — I rettori di Negroponte (v. n. 277), rispondendo a lettere ducali che ordinavano loro di trattenere i denari lasciati da Marcoccio Roselli per legati in Venezia (mentre la Signoria provvederebbe al pagamento) e di notificare i legatari, partecipano avere il morto lasciato 500 per-peri a ciascuna delle sue sorelle Catterina e Orenplaxe, e perperi 25 ad ognuna delle tre figlie della prima. Pregano siano fatti i pagamenti, e si diano disposizioni per 250 perperi destinati ai poveri. Data come il n. 279 (v. n. 3ll)> 281. — (1349), ind II, Luglio 7. — c. 145 (150). — Pietro Memmo conte a Spalato e quel comune al doge. Commisero ai loro oratori Lorenzo di Nicola e Francesco d’Amico d’opporsi alla formazione d’un paisinatico in Dalmazia* chiesta da Trau e Sebenico, ma non essendo stati esauditi i lor voti, si protestano pronti ad obbedire agli ordini ducali che instituivano il detto paisinatico. Data a Spalato (v. n. 285). V. Liubió, op. cit., Ili, 141. 282. — (1349), Luglio 11- — c. 146 (151) t.° — Lodovico re d’Ungheria, rispondendo a lettere ducali, si scusa di non poter determinare il luogo e il tempo agli ambasciatori veneti per trattar seco loro la pace, essendo andato a visitare la Transilvania. Farà sapere quanto prima le sue decisioni. Data a Pokus luogo di caccia reale (v. n. 272 e 304). V. Liubió, op. cit., Ili, 142. Mori. Eung. hist. a. e., II, 360. 283. — (1349), ind. II, Luglio 18. — c. 145 (150) t.° — Marco Gelsi conte e il comune di Trau ringraziano la Signoria per la instituzione d’ un paisinatico in Dalmazia, decretata a loro richiesta, e nel quale quella città era stata compresa. Data a Trau (v. n. 281 e*285). V. Liubic, op. cit, III, 144.