142 o&mMèmoriaLi, libro IV. mossagli dal comune di Venezia in Istria pei danni dati dai sudditi d’ esso conte al veneziani, si recò in Venezia stessa e conchiuse con Andrea Michele procuratore del doge i seguenti patti, essendo interpreti del conte Guglielmo de Cucho diocesi di Colonia frate alemanno, Corrado da Bolzano frate predicatore ai SS. Giovanni e Paolo e Guglielmo di Lons scrivano comitale: Fra Venezia e il conte sarà perpetua pace. Le fortificazioni di Treviso (Istria) e di Mondano saranno demolite per sempre, restando le terre in potere di Alberto. I montonesi e gli altri sudditi veneti godranno tranquillamente i loro beni. Il doge sarà giudice nelle questioni di confini. Antignano sarà restituita al conte, ma le sue fortificazioni demolite. Biachino di Momiano è compreso nel presente e il conte non lo molesterà. Il conte non favorirà i nemici di Venezia, ma la aiuterà, coll’ offrirle in caso di guerra i suoi servigi anche fuori dell’ Istria. Anzel, Gallo e Galluccio di Postoina e Piscazer, colpevoli dei danni dati ai veneziani, non son compresi nel presente. Il conte non potrà riceverli nelle sue terre senza 1’ assenso di Venezia. I prigionieri fatti da ambe le parti saranno liberati. Le parti si rimettono i danni recatisi scambievolmente. Quelli datisi durante la tregua saranno compensati a giudizio del doge. I contraenti si giurano vicendevolmente 1’ osservanza di tutto ciò sotto pena di 5000 marche per ogni infrazione. Fatto nella chiesa di S. Trinità dei frati Alemanni di Venezia. — Testimoni : frà Iacopo Badoaro dei predicatori sottopriore a’ SS. Giovanni e Paolo, Giovanni di Eslingen frate alemanno, Bainieri cavaliere e pincema di Ostrobiz, Federico Pul-cheruno di Lenz cavaliere, Gaisferio de Strun cav., Ermacora della Torre, Giovanni del Friuli, Giovanni Foscarini, Giovanni Morosini, Baldovino Barastro, Nicolino di Freganesco. — Atti Guglielmo del fu Ugolino da Imola notaio del conte di Gorizia. Da copia degli 11 Giugno 1395 autenticata da Giovanni del fu Pietro de An-dalò ed Alessandro de’ Reguardati scrivani ducali, e Michele del fu Cristoforo de’ Cagnoli notaio, colla testimonianza di Giovanni Buono priore della chiesa di S. Salvatore e vicario del patriarca di Grado (1). (1) Questo documento fu trascritto nel libro nel secolo XVI, come ne fa fede la scrittura con cui è tracciato. V. Kandler, Cud. diplom. istriano. 142. — s. d., (1344, Agosto). — c. 67 (64-72) t.° — Stima di sei cavalli appartenenti a Buggero Buzzini e Paolo Zane consiglieri in Candia. I prezzi sono : lire 65, 74, 107, 28, 66, 42, a grossi. 143. — 1344, ind. XI, Settembre 18. — c* 71 (68-76) t.° — Iacopo da Carrara canonico di Treviso e procuratore di Bertrando patriarca d’Aquileia, Leonardo de’ Caronelli da Conegliano procuratore di Francesco vescovo di Ceneda e di Marco e Andreuccio Morosini, Marco Giustiniani e Benedetto da Molino procuratori di S. Marco, ed Ensedisio di Grandonio notaio procuratore di Filippo Orio podestà e capitano di Treviso (procura in atti di Graziadio di Ugerio dalla Costa), eleggono Guido vescovo di Concordia, Giovanni Boniolo canonico di S. Marco e Petrocino abate di S. Cipriano di Murano a giudici arbitri nelle questioni vertenti tra il patriarca e gli altri sunnominati pel possesso della villa e territorio di Cavolana. Si