DOGE: ANDREA DANDOLO. 193 in Avignone eran pretesti per non fare la pace. Ei non volle mai la guerra; fu sempre fedele ai trattati, violati da Genova. Spera che questa riconoscerà i suoi torti. Sospende per ora ogni risposta ; fra breve farà conoscere le sue intenzioni (v. n. 385 e 390). 387. — 1351, Luglio 30. — c. 195 (200) t.° — Pietro IV re d’ Aragona al doge. Partecipa che il suo consigliere Bernardo di Capreria concluse in suo nome, verbalmente, coll’ ambasciatore veneto un articolo addizionale al trattato n. 368, con cui fu pattuito che se 1’ armata regia prendesse in Sardegna o in Corsica terre appartenenti per diritto ad esso re, questo ne rimanga assoluto signore senza che i veneziani vi abbiano pretesa alcuna. Incaricò il detto ambasciatore di chiedere a Venezia alcune galee a prestito, e di trasmettere alcune proposte per 1" anno venturo. Voglia il doge prestare piena fede alle comunicazioni dello stesso oratore. Data a Barcellona (v. n. 395 e 398), 388. — 1351, ind. IV, Luglio 30. — c. 197 (202). — Quitanza simije al n. 350 per la nona rata pagata da Donato Alamanni da Firenze domiciliato a Venezia (v. n. 433). 389. — s. d„ (1351, Luglio ?). — Risposta data dal doge a quanto contiene il n. 381. Il giuramento e la ratifica del trattato sono già fatti (v. n. 385). Venezia 1’ osserverà. Circa all’ aumentare la flotta comune e al modo di combattere proposti dal re, si espongono i provvedimenti presi e il numero delle forze messe in piedi da Venezia. Considerate quelle dei genovesi e la loro posizione, si conclude sufficiente la flotta comune di 18 galee. È peraltro data facoltà all’ oratore veneto presso il re, di portarne il numero a 30, Se Venezia lo crederà utile, non negherà l’unione della sua armata particolare colla comune. In Avignone stanno denari bastanti per ogni evento (v. n. 390). 390. — 1351, Agosto 14. — c. 193 (198) t.° — Pietro IV re d’ Aragona al doge. Giovanni Gradenigo inviato veneto gli chiese che il numero delle regie galee sia portato a 30, le quali abbiano a trovarsi al tempo stabilito con altrettante venete a Messina. Aderì alla dimanda; le flotte siano nel mentovato porto alla metà di Settembre. Esorta Venezia a spedirvi 40 di quei legni, il che farebbe egli pure se potesse, essendo sempre meglio il presentarsi al nemico vantaggiosamente. Le 24 galee pattuite son pronte, e partiranno tosto a’ danni dei genovesi (v. n. 389 e 392). Data a Barcellona. * Memohial historico cit., 369. 391. — 1351, Agosto 15. — c. 205 (210) t.° — Procura simile al n. 382 per riscuotere la somma di 26,400 fiorini d’ oro. Data in Valldaura (*). — Testimoni : Lupo de Gurrea camerario maggiore del CO VI MEMORI ALI, TOMO II.