DOGE: PIETRO GRADENIGO. 71 libera 1’ esportazione di quel grano per Venezia, quando il suo prezzo in Ravenna non ecceda i s. 10 ravennati lo staio (v. n. 309). 1307, Marzo 8. — V. 1307, Marzo 18. 308. — 1307, Marzo 10. — c. 119. — Bolla piccola di Clemente V papa ai vescovi della Venezia. Ha ordinato si predichi la crociata nei due regni di Sicilia, ' in Bomagna, nella Marca d’ Ancona e nella Venezia, per accorrere in aiuto di ! ¡Carlo dUAttgiò che s’ accinge a riacquistare l’impero di Costantinopoli ; ordina ai suddetti di uniformarsi a tale disposizione, dando la croce a chi la vorrà, accordando ai partecipanti all’ impresa le indulgenze largite ai guereggianti pel s. sepolcro, ecc. Data a Bordeaux, a. 2.° del pont. (VI. id. Marc.) (v. n. 260). 309. — (1307), Marzo 18. — c. 100 t.° — Comparso Enrico Zantani nella chiesa di S. Matteo di Rialto davanti ai giudici nominati nel n. 304, approvò in proprio e in nome del comune 1’ operato da Marco Dandolo (v. n. 307), ed alla presenza di Salvatore procuratore del comune di Ravenna, rinnovò la sua querela. Il detto procuratore produsse gli allegati A, R, C e D, esaminati i quali, e dichiaratosi dalle parti non aver altro a dire, furono esse invitate a udir la sentenza il 22 Marzo. — Presenti: Saladino Premarino e Rartolameo Priuli(v. n. 310). Allegato A: 1307, ind. V, Febbraio 18. — Congregato il consiglio generale di Ravenna nel palazzo del comune, Pietro de Puzetis di Faenza, vicario di Lamberto da Polenta podestà di Ravenna, nomina, col detto consiglio, procuratore del comune stesso Salvatore di Agolante notaio, dandogli facoltà di esigere dal comune di Venezia il pagamento della rata scadenti al 1.° Marzo della corrisponsione annua dovuta a Ravenna, e di fare ogni atto necessario all’ uopo. Fatto nel palazzo suddetto. — Presenti : Ronino da Polenta, Guido de Ceziis cavalieri, e Melchisedecco de’ Lombardini notaio. — Atti Agostino di Crescimbene n. i., e notaio alle riformagioni in Ravenna (v. n. 311). Allegato B : 1307, Marzo 8. — Difesa prodotta dal procuratore del comune di Ravenna. L’ olio, mentovato nell’ allegato C, non fu condotto a Ravenna contro i trattati ; esso fu trovato in casa di certo Cozio ed il vicario dell’ arcivescovo 1’ aveva assegnato a Montano campsore ; il podestà era pronto a consegnarlo al visdomino, quando questi avesse provato il contrabbando. Il podestà ignorava il fatto del vino (v. n. 305, allegato C), trovato in casa di Mischino Sardio, ed era pronto a consegnarlo come sopra. In quanto al contenuto della ducale n. 307, allegato B, Ravenna non contravvenne ai trattati perchè il vino non fu sequestrato dal visdomino a forestieri, ma fu prima confiscato da quel comune ; i guardiani veneti piuttosto operarono contro il diritto adoprando la forza‘contro le barche, per cui Ravenna ne fu danneggiata. Termina dicendo non doversi udire dai giudici il Zantani, non avendo esso provato le sue asserzioni; e chiedendo che Venezia paghi la rata dovuta. Allegato C: 1307, ind. V, Febbraio 9. — c. 101. — Avendo il visdomino veneto in Ravenna chiesto a quel podestà 4 vaselli d’ olio, trovati in casa di Cozzo,