DOGE: PIETRO GRADENIGO. 173 15. — (1307), Luglio 6. — c. 68. — Carlo di Valois scrive al comune di Venezia: essere stato alla S. Sede col re di Francia per 1’ affare del riacquisto di Costantinopoli ; non aversene il pontefice e il re potuto occupare ; non poter quindi mantenere la promessa fatta di giurare il trattato relativo stipulato con Venezia per la festa di S. Maria Maddalena e chiedere dilazione a tutto gennaio venturo. Data a Poitiers (v. n. 11 e 18). 16. — (1307 ?), ind. V, Luglio 28. — c. 173 (172) t.° — Federico III re di Sicilia scrive a Corrado Lancia di Castel Mainardo mastro portolano del regno, che nella convenzione stipulata il 20 del p. p. Settembre, ind. IV, da Perono Gemillo (o Se-millo) da Messina per esso re con Benincà de Gheciis e Nicolò Pistorino procuratori di Venezia, per appianare tutte le vertenze relative a danni datisi scambievolmente fra veneziani e siciliani fin dai tempi dei re Pietro e Iacopo (ora d’Aragona), fu tra l’altre cose stabilito che fosse concesso ai veneziani danneggiati l’esportazione dalla Sicilia di 9000 some, il cui diritto d’ exitura di tari 7, grana 10, venga a costituire l’importo da pagarsi per indennizzo ai veneziani. Determina minutamente i modi d’ eseguire tal convenzione, e gliene ordina 1’ esecuzione. 17. — (1308, Ottobre 12). — c. 42 t.° — Bolla ad perpetuarti rei memoriam di Clemente V (?) papa. Proibisce a tutti di portare in Alessandria, in Egitto e in altri paesi dei saraceni armi, ferro, cavalli, legnami, vettovaglie ed ogni altra merce, come pure di farne lo scambio fra i porti di quel paese e permetterne loro 1* esportazione o dare agli infedeli aiuto e favore, minacciando ai contravventori la scomunica, l’incapacità d’ ogni atto civile, la confisca dei-beni ecc. ecc. Data a Lormont presso Bordeaux, anno 3 del pontificato (IV id. Od.). 18. — 1311, ind. IX, Aprile 14. — c. 50. — Iacopo de Correo o Caurreio (Cour-roy) francese, procuratore di Carlo fratello del re di Francia, confessa di avere ricevuto da Stefano de Benedetto, già di Accon ora di S. Lio di Venezia, 1. 24, s. 6, d. 6 l/i di gr. ven., ricavati dalla vendita di armi e attrezzi navali, che si specificano, provenienti dalle galee di quel principe ; dichiara inoltre d' aver ricevuto 4 trombe ed una trombetta d’argento appartenenti alle galee stesse. Fatto in Venezia nella casa di S. Giorgio in Bialto. — Testimoni: Simone Leone di S. Polo, Leone da Molino di S. Polo, Marco Boninsegna di S. Stae, Viviano de Zavigni di Normandia, Marino de Menzio di Ragusi. — Atti Filippo del fu Prando Igizi notaio imperiale (v. n. 15 e 19). 19. — 1311, ind. IX, Aprile 16. — c. 51. — Iacopo di Colrois (Courroy) armigero di Carlo di Valois ecc. e suo procuratore, costituisce proprio procuratore Michele Alberti di Venezia ad colligendum denarios falitorum nelle galee costruite per conto di quel principe pel riacquisto dell’ impero di Costantinopoli, da tutti i detentori di essi, ed a rappresentarne gl’interessi davanti i magistrati di Venezia. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: Giovanni Filato (o Filaco) di S. Tomà, Antonio de Sosmero dei SS. Apostoli, Michele Beccario di S. Geminia-