COMMEMORIALI, LIBRO I. 577. — 1313, ind. XII, Settembre 14. — c. 201. — A Bonapace di Ecello ambasciatore di Bernardo della Cornia podestà e del comune di Treviso, che esponeva : avere quella città sospesi i dazi ultimamente imposti sul ferro, sul legname e sulle pietre cotte, dando a tutti libertà di transito per Venezia e conservando le vecchie imposte, e proponeva la negoziazione d’ un trattato d’ amicizia, il doge risponde che gradisce la proposta, e si dichiara pronto ad eleggere tre commissari che si uniscano in Mestre o a Torcello a quei di Treviso. Fatto in Venezia, nella sala del maggior consiglio. V. Minotto, Doc. ad Iìelunum ecc., 112. 578. — 1313, ind. XII, ' Settembre 14. — c. 201 t.° — Privilegio di cittadinanza interna ed esterna, rilasciato a Fabro Tolosino di Firenze, a’ suoi figli, ed a’ suoi nipoti Fabrino, Tegia, Tolosino, Giuseppe e Francesco figli del fu Guido Tolosino, con tutti i loro discendenti, per benemerenze verso il comune. — Con bolla d’ oro. — Altro con bolla d’ argento dorato. Dato in Venezia nel palazzo ducale. 579. — 1313, Ottobre 10. — c. 209. — Berengario cardinale vescovo di Tu-sculo, scrive al vescovo di Equilo che, per aderire ad istanze fatte da Venezia, il papa decretò potessero essere assolti dalle pene ecclesiastiche tutti quelli che vi erano incorsi per aver avuto commercio coi veneziani nel tempo dell’ occupazione di Ferrara, e tutti gli ecclesiastici che, caduti nelle stesse pene, avevano continuato ad esercitare il loro ministero. Gli dà autorità di impartire quest’ assoluzione a coloro che la dimanderanno verso adequata penitenza, nonché di liberare dall’ interdetto città e terre. Data a Malaucéne diocesi di Vaison, (VIid. Oct.), anno 8 di papa Clemente V. 580. — (1313), Ottobre 13. — c. 203 t.°— Il vicario di re Roberto in Ferrara (v. n. 572) scrive al doge che, udite le querele dell’ ambasciatore veneto Leonardo Emo circa la non osservanza dei trattati, dopo molte negoziazioni, aveva dato le richieste disposizioni, offerendosi di osservare i patti integralmente. Un solo articolo, toccante gli interessi finanziari del re, era rimasto sospeso fino a regia decisione. Aggiunge che, avuta notizia dei trattati, non furono più introdotti in Ferrara dal mare nè sale, nè merci ; ma solo certa quantità di sale con permesso de’ veneziani. Data a Ferrara (v. n. 585). V. Minotto, Doc. ad Ferroviari ecc., II, 41. 581. — (1313), Ottobre 15. — c. 203. — Ducale che commette a Nicolò Lore-dano podestà d’Isola, in forza dei trattati vigenti col patriarca d’ Aquileia, di lasciar libera alle monache del monastero di S. Maria d’ Aquileia l’esportazione da Isola di 28 anfore di vino da stimarsi in Grado. Seguono annotazioni: che ducali simili furono dirette nel 1314 a Pietro Bele-gno, e nel 1315 a Giovanni Trevisano. V. Minotto, Doc. ad Forumjulii ecc., 74.