DOGE: GIOVANNI SORANZO. 217 Bela IV (1251) che concede loro la terra di Bistrizza per l’aiuto datogli nell’invasione dei tartari, e di Ladislao (III o IV, 1284) che concede a Traù il monastero di S. Pietro di Clobochie, e Bistrizza. Dice che il bano Giovanni non venne ancora in Schiavonia ; che i conti Giorgio, Paolo e Gregorio fratelli del defunto bano Maladino, e Nelipcio voivoda che occupa Knin, non vogliono eh’ esso Giovanni in banatu veniat; gli altri invece lo vogliono, onde si temono discordie. Data a Traù. V. Liubió, op. cit., I, 343. 348. — 1322, ind. VI, Dicembre 13, 19, 26. — c. 129 (128). Dicembre 13 : Nicolò Arimondo, Nicolò Moro, Pietro Loredano, Filippo Belle-gno e Filippo Barbarigo consiglieri, Stefano Viaro e Marco Vitturi capi di XL, Rigo Zantani e Donato Querini ufficiali sopra Rialto decretarono che, per 1’ amplia-zione di Rialto, si demolissero casette e botteguccie a piedi del ponte della pescheria, e che una tavola da pesce sia portata presso le altre. Dicembre 19: Intervenuti vari dei suddetti, più il consigliere Fantino Dandolo, il capo di XL Nicolò Navagero e l’ufficiale di Rialto Andrea Mazzamano decisero che fossero rimosse le scale di pietra del solaio dei toscani, colle tavole aderenti e con altre tavole degli ufficiali, fino alla pelliceria, .e fossero trasportate nella ruga vecchia, onde tutto quello spazio restasse logia e vi si facesse un colonnato simile al nuovo esistente ; che dall’ angolo della fondamenta di pietra del canale fino a quello della fondamenta presso il ponte della pescheria, si allargasse una riva con gradini seu traghetum, e vi si facessero due file di botteghe da pizzicagnoli (casaroli); che il solaio pannar uni franciscorum fosse alzato fino alla beccheria come il nuovo lavoro ; che la colonna del maleficio della piazza di Rialto fosse portata fra le due colonne grandi a S. Marco. Dicembre 26 : La chiesa di S. Iacopo di Rialto sia demolita con tutte le adiacenze e rifabbricata sulla stessa area; il campanile poggi sui muri di essa; all’ intorno vi si costruisca un porticato con camere sopra ecc. ; verso Rialto si facciano tavole da cambio; sul reddito dei nuovi lavori si paghi alla chiesa la sua rendita, che venga aumentata di s. 10 di gr. all’anno, e questo lavoro si lasci per ultimo. V. Marin, op. cit., V, 227. 349. — 1322. — c. 119 (118) t.° — Pareri di savi relativamente agli affari di Costantinopoli per la missione d’un ambasciatore all’ imperatore. — Che l’ambasciatore, il bailo ed i costui consiglieri possano cassare le denunzie di danni che trovassero ingiuste. Che gli stessi, prima della partenza da Costantinopoli del bailo Marco Minotto e del consigliere Marco Marioni, vedano di liquidare i danni patiti dai veneziani e chiederne risarcimento. Cerchino in quella capitale un luogo a parte sicuro contro il fuoco ed i tumulti, e lo chiedano pei veneziani ; se non verrà concesso, non interrompano peraltro le trattative per le tregue (v. n. 350). 350. — 1322, ind. V. — c. 119 (118) t,° — Dichiarazioni ed aggiunte commesse, per consiglio dei savi, all' ambasciatore inviato a Costantinopoli per la rinno-