DOGE: PIETRO GRADENIGO. 171 Facina, Volpe, Pietro del fu Apollonio, e Filiosio.— Fatto nel vescovado di Cittanuova.— Testimoni: Conone, Deatc/io e Federico di Momiano, Iacopo di Castel Venere, Almerico di S. Giorgio ed Enzo Brandino (v. n. 4 e 6). 6. — 1295, ind. Vili, Luglio 13 e 16. — c. 159 (158) t.° — Testamento di Vo-rico del fu Biachino di Momiano. Ordina d’ essere sepolto nel monastero di S. Domenico di Capodistria, e la restituzione a quelli di Cittanuova dei documenti che possede super eos. Nomina esecutore testamentario Ugo di Duino. Fatto a Muggia. — Testimoni: Adeleta moglie del testatore, prete Andrea suo confessore. — Confermato alla presenza di maestro Andrea fisico d’ Aquileia, Almerico Spandinoci, Ottonello Barbeti, Filippo di Carintia, Tomaso da Muggia, Viviano del fu Àrtucio, Matteo del fu Filippino. — Atti Almerico notaio da Muggia (v. n. 5). V. Minotto, Doc. ad Forumjulii ecc., 44. 7. — 1295, ind. VII, Settembre 2. — c. 55. — Costituti di Bacciamente (o Bac-ciameo) Sarvetula de Picis (da Pisa ?), Pietro di Daniele di Narbona, e Bonvcsenfni di Alberto da Pisa davanti a Giovanni Bordi console dei piacentini in Laiazzo, sopra la querela sporta da Pietro Quattrolingue di Marsiglia d’essere stato spogliato di merci ed effetti, di cui dà la distinta e il valore, esistenti sulla nave la Bondimie-ra o S. Nicolò assalita nel Maggio scorso presso Laiazzo da quattro galee veneziane comandate da Marco Basilio. Fatto nella loggia dei piacentini in Laiazzo (v. n. 32). V. Langlois, op. cit., 164. ■1295, Settembre 2. — V. 1318, Maggio 7. 8. — s. d., (1297, Aprile 4). — c. 11.° — Giuramento di fedeltà e vassallaggio prestato da Iacopo re di Sardegna e Corsica a papa Bonifacio Vili, con cui riconosce dalla S. Sede i due regni, e promette di osservare gli obblighi impostigli dalla bolla di concessione. E un brano della bolla medesima. — V. Lììnig, Cod. It. dipi., II, 1418; e Raynai,dus, Ann. eccl., XXIII, 186. 1302, Agosto 3. — V. 1321, Maggio 5. 1303, Agosto 18. — V. 1319, Settembre 27. 9. — 1304, ind. II, Settembre 18. — c. 1. — Fiofìo (Teofilo) Morosini e Nicolò Querini procuratori di S. Marco rappresentanti il comune di Venezia, ed Ottobuono patriarca d’ Aquileia, si promettono vicendevolmente che, pendente il giudizio arbi-tramentale del papa sulla questione dei diritti dell’ Istria, Venezia continuerà a godere i diritti stessi come al tempo dell’ assunzione di Ottobuono alla Sede, e corrisponderà a questo e a’suoi successori 450 marche d’ argento del Friuli all’ anno in due rate semestrali. Fattq in Udine (il resto è illeggibile). V. Minotto, op. cit., 56.