DOGE: GIOVANNI SORANZO. 203 • 422. — s. d., (1324). — c. 154 (153). — Valore della galea di Nicolò Assaliti e del fu Nuzio della Torre d’Ischia, presa da armata veneta. Scafo con 128 remi, albero, antenna, vele, timoni e corredi, onze 130. Armi della ciurma, onze 40. Gagii delle persone (equipaggio), onze 200. Effetti dello stesso, onze 40. Guadagno contro i nemici della Chiesa romana perduto, onze 150. 423. — s. d., (1324). — c. 154 (453). — Nota presentata da Giovanni Michele già capitano del Golfo. La galea Desca da lui presa, restò a Ragusi con attrezzi, che descrive ; altri attrezzi ebbero Filippo Buono e Frangulo. 424. — s. d., (1325, principio). — c. 158 (157). — Commissione del comune di Padova a Marco de’ Calcaterri cancelliere di esso, inviato a Venezia. Offra uffici presso il vescovo di Ferrara e il legato papale a favore di Agnese vedova di Mac-caruffo (Maccaruffi), per ottenerle la restituzione dei beni occupatile nel padovano come ribelle alla Chiesa. Offra restituzione della dote a Caterina del fu Giovanni Capodivacca, moglie di Riccio cittadino di Venezia. Dica che Marco Delfino e Giovanni e Paolo da Molino, e tutti i veneziani aventi diritto di esportare dal padovano le rendite dei loro beni con esenzione di dazio, potranno usarne purché provino essere i frutti prodotti in quel territorio. Atti Pasquale del fu Enrico Coperio cancelliere del comune. 425. — (1325), Gennaio 27. — c. 100 (159) t.° — Giovanni duca di Lorena, Rrabante e Limburgo, scrive al doge pregandolo d’invitare i mercanti e naviganti veneziani a frequentare Anversa, ove troveranno la migliore accoglienza. Data a Brusselles (v. n. 427). « 426. — s. d., (1325, principio). — c. 160 (159) t.° — Gli scabini, i consoli e i cittadini di Anversa scrivono al doge supplicandolo di far sì che i veneziani tornino a frequentare quella città, promettendo di far loro godere le franchigie che avevano in passato e di risarcirli d’ ogni danno che avessero patito. — Registrata li 2 Maggio (v. n. 427). 427. — s. d., (1325, principio). — Il comune d’ Anversa, riferendosi alle due precedenti n. 425 e 426, partecipa essere partito un inviato del duca di Brabante con quei documenti. Prega sia ben accolto ed esaudite le sue istanze, e replica quanto è detto al n. 426. — Registrata il 2 Maggio. 428. — 1324, Gennaio (m. v.). — c. 157 (156) t.° — Fra’ Paolino vescovo di Pozzuoli e nunzio papale, scrive al doge ripetendo : avergli detto il pontefice che se Venezia gli procurasse il dominio di Ferrara, le perdonerebbe il passato e la assolverebbe da ogni censura; potere perciò Venezia inviare suoi ambasciatori a Ferrara, senza incorrere in pene canoniche. V. Minotto, Doc. ad Ferrariam ecc., II, 86.