DOGE: GIOVANNI SORANZO. 259 408. — 1324, ind. VII, Agosto. — c. 162 (161) t.° — Risposta (in francese) del re di Cipro a Pietro Zeno ambasciatore del comune di Venezia. Gradi le condoglianze per la morte di re Enrico suo zio, e i complimenti per la propria esaltazione al trono. Promette continuar 1’ amicizia dei suoi predecessori in corrispondenza di quella offerta dallo Zeno. Circa le dimande di franchigie e d’ altro, rimette a miglior tempo il trattarne con maggior maturità ; intanto ordinerà al baile de la secreto di lasciar passare i veneziani come al tempo di re Enrico (v. n. 409). V. Mas Latrie, Jlist. de V ile de Chypre ecc. II, 137. 409. — 1324, ind. VII, Agosto. — c. 163 (162). — Risposte (in francese) dei deputati del re di Cipro a Pietro Zeno ambasciatore veneto (v. n. 408). Circa ai danni dati da regi sudditi a Marco Contarmi, è d’ uopo verificarli. Cosi pure si faranno le necessarie inquisizioni sui danni dati a Leonardo da Molino, Marco Michele e Marco Grimani. V. Mas-Latkie, op. cit., II, 139. 410. — 1324, Settembre 2. — c. 151 (150). — Commissione di Roberto re di Napoli a frate Marino Tortelli da Napoli, minore, suo cappellano e consigliere, inviato a Venezia. Ringrazi pegli aiuti e favori che Venezia ordinò ai suoi dipendenti sì diano al re e a suo fratello principe d’ Acaia negli affari di quel principato ; le flotte dei due principi in Romania tratteranno con ogni amicizia i veneziani; chieda che le armate venete non molestino le galee regie, come avvenne di fresco fra Brindisi ed Otranto; dimostri 1’ utilità d’ una unione fra il re e Venezia contro i greci scismatici e la Compagnia (dei franchi) in Romania. Data a Castellamare di Stabia (v. n. 414 e 419). 411. — 1321, ind. VII, Settembre 4. — c. 148 (147). — Pietro Quattrolingue confessa d’ aver ricevuto dal doge lire 20 di gr., a pieno risarcimento dei danni dati in Armenia a lui e ai suoi cointeressati dalle navi venete ; ciò in seguito a transazione. Fatto nel palazzo ducale di Venezia. — Testimoni: il cancellier grande e quattro notai ducali. — Atti Renincà de’ Glieciis (v. n. 372). 412. — 1324, ind. VII, Settembre 6. — c. 147 (146). — In seguito a convenzione stipulata con Venezia, fra’ Napoleone de’ Tiberti maestro di S. Trinità de Ver-nusio (di Venosa?), procuratore di fra’ Elion gran maestro dell’ ordine gerosolimitano (v. allegato), dichiara d’ aver ricevuto dal doge 400 fiorini d’ oro, in compenso d’ una galea presa da flotta veneta a fra’ Raimondo Gambetta dell’ ordine stesso. Fatto in Venezia. — Testimoni: il cancellier grande, tre scrivani ducali; Pietro da Rondeno prete e Donino Bavasio. — Atti Andrea da Cavarzere notaio imperiale e scrivano ducale. Allegato: 1321, ind. VII, Luglio 9. — Elion di Villeneuve gran maestro del-1’ ordine di S. Giovanni gerosolimitano, crea procuratore dell’ ordine stesso fra’ Napoleone de’Tiberti maestro di S. Trinità di Venosa, con facoltà di esigere dal