DOGE: GIOVANNI SORANZO. 217 manìa, offrono al doge di rinnovare i vecchi trattati esistenti fra Venezia ed i signori di Cefalonia, e chiedono che quella prenda il loro mandante sotto la sua protezione (v. n. 222) 219. — 1320, Giugno 13. — c. 861.° — Dalmasio de Banholis, luogotenente di Sancio re di Maiorca, conte di Roussillon e Cerdagne, signore di Mompellieri, la doge. Nel 1317 tre galee veneziane dirette in Fiandra rubarono a Maiorca tre schiavi greci. Al ritorno di esse, il luogotenente Berengario di S. Giovanni ne chiese al capitano Dardi Bembo la restituzione, ma invano ; ora Nicolò Morando di Maiorca si reca a Venezia per ottenere risarcimento pegli schiavi, munito di procura dei danneggiati stesa dal notaio Francesco Baiaroni. Chiede sia loro fatta giustizia. Data in Maiorca. 220. — 1320, Giugno 29. — c. 94. — Istromento in cui si dichiara: avere Sancio re di Maiorca ricevuto da Ugolino Argenterà di Maiorca procuratore del comune di Venezia lire 300 di Barcellona, somma liquidata da esso re d’accordo coll’inviato veneto Marco Marioni, per compenso dei danni dati dai veneziani a Gabriele Estan-con suo suddito, più 1. 150 per conto di Bernardo Guarriga pure di Maiorca. In seguito a ciò, il re rinunzia per sè e per i suoi sudditi ad ogni ulteriore pretesa o diritto di rappresaglia contro i veneziani. Fatto in Perpignano, nel castello reale (III hai. lui). — Testimoni : Berengario vescovo di Lianne, Sigeberto visconte Castrinovi, Berengario Mainardi canonico di Narbona cancelliere, Pietro de Fulcro castro maggiordomo, Ugone de Tacione portario maggiore del re, cavalieri. — Atti Jacopo Scuderii regio scrivano (v. n. 148, 233 e 237). 221. — (1320), ind. Ili, Giugno 30. — c. 89. — Filippo imperatore di Costantinopoli e principe di Taranto, al doge. Lo scorso anno trattò con Belletto Faliero e Filippo Bellegno ambasciatori veneti alla Santa Sede, per un’ alleanza con Venezia allo scopo di ricuperare Costantinopoli, alle condizioni già pattuite con Carlo di Valois suo padre. A continuare le negoziazioni, accredita ora presso il doge Leone de Imperatore suo consigliere e protentino di Bari. 222. — 1320, Giugno. — c. 79 t.° — Gli ambasciatori del despoto di Romania fanno le seguenti proposte a Nicolò Zane, Francesco Dandolo e Marino Faliero deputati a conferire con loro. Il despoto manterrà in vigore i vecchi trattati esistenti fra Venezia ed il contado e le isole di Cefalonia. Alzerà in Cefalonia il vessillo di S. Marco. Quando Venezia porrà alla vela una flotta di 30 galee, ne armerà una a proprie spese. Se Venezia gli accorderà la sua protezione, le sarà fedele ed alzerà la bandiera di S. Marco in tutto lo Stato suo. Chiede frattanto soccorso di 400 armati e di lire 30000 di piccoli per ricuperare le terre occupategli dai greci, promettendo a Venezia o il castello di Butrinto che rende annue 1. 1500, o quello di Parga che dà circa 1. 1000 in zucchero. Segue nota che la risposta sta nei registri del Senato (v. n. 218). COMMEMORI ALI, TOMO I. 28