115 Fulmin, che chiude la terribil scena Di spavento e di orror. Chiudonsi i cieli Come un volume; alla magion di gloria, Qual dorato vapor che il sole attrae, 8’ergono i giusti; de’ribelli il germe, Copioso ahi troppo, nel tartareo fondo, IVr mai più ritornar, s’ immerge e cade. Mortali! brilla ancor l’amabil scettro Della pietà. Del giudice la destra Tuttor l’impugna. Ah, verso voi si pieghi! Ancor tempo riman. Deh ! non si aspetti Che il tempo del perdono al termin giunga! *•^0^ »