— 241 — -s Negotin. E così che ho pensato : cos’è la vita senza moglie e senza figli?.. Cosa devo fare della mia casa eolia vigna se non e ’è nessuno per ordinarla, per levare le tele di ragno e mettere alle finestre i vasi eoi fiori?.. Sai com’era la mia casa della vigna : casa da scapolo e da barbagianni nella solitudine. Ebbene, padre, vieni ora a vedere la mia casa della vigna e dimmi se la riconosci. Ma ah-ch’io sono cambiato, non ini guardi?... Tutti dicono che sono cambiato ! » Soltanto la moglie del prete stava a tavola attenta silenziosa, piena di deferenza e di sotto-missione. Dopo aver brindato con un altro bicchiere il prete aveva accompagnato gli ospiti fino alla barca spinta nella arena della riva e salutandoli aveva augurato loro un felice ritorno e molta salute. Ma quando le acque del Danubio si erano agitate sotto i remi, tanto il padre Tonea rimasto sulla riva, quanto Borivoie che fuggiva sulle onde avevano capito che il cuore loro era preso dal subitaneo male inaspettato e che d’ora in poi' soltanto la morte avrebbe potuto curarlo e guarirlo. Una malia ed un fulmine: in un’ora si erano fusi due destini! L’incertezza dell’uno sui sentimenti dell’altro non durò molto. Un bel giorno padre Tonea s’incontrò per strada con una vecchia serba che gli disse m segreto ma senza raggiri: «Borivoie muore d’amore per te! Sei giovane e bello come l’abate Giacinto dii Cruscedol ai tempi miei... Non essere orgoglioso che te ne pentiresti. Conosci la mia casetta a Cladova accanto alle rovine della moschea »... Il padre Tonea turbato e cupo la rimproverò per la sua audacia ma non potè fare a meno di aggiun- te