— 180 — da ¡me, ti darò i soldi e profitterò dell’ occasione per darti una cravatta rosa per schiarirti la faccia ». « Signore, lasciatemi in pace ! » grida Microbo rialzando la testa. Non vi è goccia di sangue sul suo viso, sulle labbra che tremano. Tutto il sangue affluisce al cuore, i battiti del quale si sentono sulla tavola su cui egli appoggia il petto. Ma è scritto in un libro di cui non si può cancellare nemmeno una lettera, che per oggi è predestinata la fine. « Avanti, Nababo, inquietati per quel tono minaccioso che non conoscevi. Picchialo ancora. » ■— « Aborto, saresti innamorato, tu, che sei così arrogante 1 » Molto bene. Cerca ancora, saprai altre cose. « Musicus, quella teoria che abbiamo letto. Sicuramente uno dei genitori era ubbriaco nell’istante del concepimento ». Così !............. E adesso invano cerchi, Microbo, di riprendere la penna che ti è caduta di mano! La riprende, ma invece di scrivere — straccia con essa il foglio di carta di su in giù ed alzandosi in piedi, grida : « •— Miserabile !... » La porta del gabinetto si apre, entra il procuratore generale con due altri procuratori di sezione. Microbo mette le mani sui calamai, li alza spargendo l’inchiostro sopra la tavola e sugli abiti d’uno dei procuratori e li lancia con tutta la forza. I calamai passano vicino alla testa di Nababo e cadono in frantumi. Egli si precipita dal suo posto inciampando in una sedia, cade, si rialza e insegue Nababo.... Uno dei procuratori lo acchiappa ma