Mentre sotto l’impulso del Pisani s’intensificava la difesa della città e si preparavano le prime azioni offensive contro Chioggia, tra gli alleati si manifestarono invece i primi sintomi di discordia, ciò che produsse come immediata conseguenza una stasi nelle loro operazioni offensive contro la Dominante. Il Signore di Padova desiderava che l’armata genovese uscisse in mare largo per devastare le coste dell’I-stria e per venire a combattimento coll’armata di Carlo Zeno che si sapeva esser stata richiamata a Venezia. Il Doria invece non voleva allontanarsi da Chioggia temendo che il Carrarese approfittando della sua assenza prendesse possesso della città a suo esclusivo vantaggio. Informato il Pisani di queste divergenze tra i nemici con ardore sempre maggiore e con una costanza ammirevole intensificò gli apprestamenti guerreschi. Egli riuscì a mettere in linea 34 galere, 60 ganzeruoli e 400 barche lagunari, mentre il Senato assoldava nuove truppe di ventura. Molte azioni offensive si compirono contro gli avamposti nemici, e tra queste è notevole l’attacco notturno eseguito da Caterino 'Cornaro Ammiraglio del Pisani con 50 piccole imbarcazioni contro la galera savonese di Bartolomeo Uggero, dislocata presso Porto Secco; essa venne data alle fiamme e l’equipaggio fu fatto prigioniero. In seguito alle frequenti azioni tentate contro Poveglia e Mala-mocco, il Doria decise di sgombrare le due località ritirando i suoi avamposti a Sottomarina. Quando gli apprestamenti offensivi ordinati dal Pisani furono progrediti, egli pensò di effettuare un attacco in forze contro Chioggia. Si decise che all'impresa avrebbe partecipato lo stesso Doge che doveva all’uopo imbarcare su una galera. Lo scopo del Pisani era quello di imbottigliare l’armata genovese nel porto di Chioggia in modo che nessuna galera potesse uscire in mare. Se ciò fosse riuscito l'Armata veneziana avrebbe riottenuta la più completa libertà di navigazione in Adriatico e in tal modo sarebbe stato possibile rifornire di viveri la popolazione, le milizie e Tarmata. Oltre a questo scopo principale, il Pisani pensava all’opportunità di ostruire tutti i canali che mettevano in comunicazione Chioggia con la laguna per impedire ai Genovesi di tentare azioni di sorpresa contro Venezia. L’attacco ideato dal Pisani doveva svolgersi nelle ore notturne. Le 34 galere dovevano uscire in mare dal porto del Lido, scortando alcune navi cariche di pietrisco destinate ad essere affondate all’imboccatura del porto di Chioggia. Il Barbarigo colla flottiglia lagunare doveva contemporaneamente per i canali interni procedere verso Chioggia ostruendo i canali. Le compagnie di ventura di Becco da Pisa e di Nicolò Gallicani dovevano infine sbarcare sul Lido di Sottomarina per spingersi ad occupare Brondolo in modo da ostruire anche quella uscita in mare. I varii reparti lasciarono Venezia nella notte tra il 22 ed il 23 dicembre con calma di vento e di mare. Le galere giunsero poco prima dell’alba davanti a Chioggia ed affondarono nel punto prestabilito alPimboccatura del porto gli scafi destinati ad ostruirlo. Anche il Barbarigo eseguì la sua missione come era stato predisposto. Le 112