Sulla nave conquistata Lazzaro fece alzare il suo stendardo per incitare tutti a continuare a combattere con fede ed energia sempre maggiore. Mentre ferveva il combattimento navale, i forti di Scio tentarono di aiutare le navi algerine tirando colle artiglierie contro le galere veneziane. Anche una galera ed una galeotta alla fonda nel porto, salparono per uscire al largo allo scopo di rimorchiare a salvamento entro il porto qualcuno dei vascelli più danneggiati, ma esse furono obbligate a rientrarvi senza riuscire nell’intento. Il combattimento fruttò la conquista di 4 vascelli, 3 altri vennero incendiati durante l’azione ed uno venne portato dal suo stesso equipaggio ad investire sulla costa. I 6 vascelli rimasti distaccati dagli altri, approfittando di una provvida brezza, riuscirono ad allontanarsi senza prendere contatto con le galere veneziane. Nella storia della marina militare questo combattimento ha una grande importanza perchè costituisce uno dei rari esempi nei quali un reparto esclusivamente a remi è riuscito a sconfiggerne uno composto di sole navi a vela. Uno storico contemporaneo del Mocenigo scrisse anzi «che una « armata sottile habbia superata una schiera di navi affricane che « si pregiavano del titolo di insuperabili può dirsi una prova hercu-« lea di questo Capitano benedetto dalla mano divina, poiché delli « 9 vascelli combattenti non era alcuno che non avesse (a bordo) « 150 soldati, la maggior parte dei quali sono restati morti o prigio-« nieri e delle navi una sola fuggita per essere vicina all’isola». II Senato Veneziano, appreso il risultato di questa magnifica vittoria, nominò Lazzaro Procuratore di San Marco. Distrutte le navi algerine, il Mocenigo non volle dar tregua al nemico. Raggiunto perciò dal secondo Capitano delle navi Querini, fece incorporare nel suo reparto i vascelli conquistati e nello stesso tempo inviò le unità di scoperta ad assumere informazioni sulla dislocazione dei 6 vascelli nemici sfuggiti al combattimento e del reparto di galere tuttora nel Basso Arcipelago. Riunita perciò la Consulta venne stabilito che il Provveditore con 13 galere dovesse far rotta su Suazick per impadronirsi delle saicche e che il Mocenigo con il rimanete dell’armata, e cioè le 7 navi del Querini, 6 galere e le galeazze, si sarebbe recato ad assalire i vascelli alla fonda a Scalanova. La sera del 6 Maggio il Mocenigo lasciò Scio con tutte le unità dipendenti e si diresse a Porto Coraco dove divise i due reparti secondo il piano prestabilito. Nel frattempo però le galere nemiche avevano lasciato Rodi dirette a Scalanova, dove giunto il Capitan Pascià, ordinò ai 6 vascelli di ritornare a Rodi. Da Scalanova il Capitan Pascià si era prefisso di recarsi a Suazick per farne uscire le saicche e raggiungere quindi Scio, giacché si attribuiva al Mocenigo il desiderio di conquistare quell’isola. 169