La scelta dell’Acton a Primo Ministro fu assai criticata, come fu da molti considerata con grande severità l’azione politica di Maria Carolina. Giudicando l’operato di questa donna, tanto intelligente e di carattere così forte, si deve convincersi che essa ebbe sempre come mira il desiderio di liberare il suo regno dalla ingerenza della Spagna. Fu dopo lo scoppio della rivoluzione francese, e soprattutto dopo le tristi vicende di Luigi XVI e di sua sorella Maria Antonietta che Maria Carolina si avvicinò sempre più alla politica inglese spinta anche da un profondo desiderio di vendetta contro i liberali e contro coloro che favorivano nel suo Regno le idee rivoluzionarie. Infatti in questo scorcio di tempo essa diede sfogo ai suoi sentimenti di odio e di vendetta contro tutti i patriotti e gli innovatori, compiendo atti di ferocia e soprusi di ogni genere che la storia non può che condannare. L’opera: svolta a favore della Marina dall’Acton fu giudicata preziosa anche dallo stesso Marchese Maresca che a questo riguardo scrisse che (1) «ben presto si videro i frutti della sua operosità giacché i « legni napoletani si diedero ad incrociare lungo le coste e nelle acque « infestate dai corsari, e ben sovente rientrarono in porto con ricca « preda di navi e del loro carico di ciurme barbaresche e di artiglierie « o con cristiani strappati alla schiavitù». Abbiamo esposto in modo sommario le condizioni nelle quali venne a trovarsi nel secolo XVIII il Regno di Napoli per quanto riguarda la Marina, per far meglio risaltare la figura di Francesco Caracciolo venuto a trovarsi a servire la Corte Borbonica in una marina retta da un inglese e nella quale prestavano servizio comandanti ed ufficiali di varie nazionalità. Per logica conseguenza ciò doveva essere causa di mortificazione e di risentimento per i Napoletani che avevano un sentimento di dignità nazionale. La profonda diversità d’idee in un organismo che avrebbe dovuto essere sorretto da un comune sentimento patriottico fu la causa principale dello sfacelo avvenuto. L’ideale comune della patria è invero il solo amalgama atto a cementare un’organizzazione di carattere veramente nazionale come deve essere appunto la Marina Militare. L’asservimento del Regno agli interessi inglesi divenne sempre maggiore tanto che negli ultimi anni del secolo XVIII l’Inghilterra considerava la Corte di Napoli, dove tutto era insidiato da mestatori e da consiglieri inglesi, come uno strumento per la sua politica medi-terranea. Il Regno di Napoli fu infatti considerato a Londra come l’alleato necessario che doveva collaborare per la riuscita del piano di egemonia mediterranea che costituiva la base della coalizione europea contro la Francia. * * * Francesco Caracciolo nacque in Napoli il 18 Gennaio dal Duca Michele e da Donna Vittoria Pescara di Diana. (1) B. Maresca — La Marina Napoletana nel sec. XVIII. 183