preoccupato il Pisani che si era nel frattempo ammalato e che morì alla fine di Febbraio 1501. (1) Giunto il Pesaro a Corfù ricevette perentorio ordine dal Senato di distruggere le galere allestite nella Vojussa, essendo di grandissimo interesse questa impresa che aveva lo scopo di permettere la regolare partenza nella primavera da Venezia delle galere di mercanzia per le consuete «mude» ed anche perchè il Senato temeva venissero tentate operazioni contro i possessi veneziani di quella costa e specialmente contro Cattaro. Il Pesaro perciò dovette rinunziare al progettato attacco di Corone e si mise con ogni sollecitudine a preparare l’impresa della Vojussa, ed a tal fine fece imbarbottare qualche fusta e le piccole imbarcazioni delle navi sulle quali fece sistemare anche artiglierie. Nell’attesa del suo arrivo in quelle acque diede ordine a Domenico Dolfin di vigilare il porto di Valona. Marco Orio Capitano delle navi si offrì di effettuare in persona la spedizione della Vojussa. Istruito nel frattempo il processo contro il Provveditore Girolamo Contarmi, il 7 Febbraio egli fu condannato per disobbedienza e venne privalo del comando. Gli fu anche inibito di ave*-e per due anni qualsiasi comando navale. (2) Egli ebbe altresì ordine di rientrare a Venezia senza la sua galera e prese perciò imbarco su un grippo mercantile. Il Senato nominò Provveditore d’Armata in sostituzione del Pisani e del Contarini, Andrea Zantani ed Alvise Loredan. La grande deficienza di equipaggi obbligò il Pesaro a lasciare una parte delle galere a Corfù e per l’impresa della Vojussa potè riunirne solo dieci. Dal Sanudo (3) risulta che esse avevano i seguenti uomini da remo: Capitano Generale remi 155, Polo Valaresso 136; Bortolo Falier 128; Bernardo Buchia (Catarin) 117; Girolamo Cippico 130; Alvise Orio 103; Alvise da Canal 114. Nella Armala mancavano complessivamente 1150 uomini da remo, 117 balestrieri e 7 compagni ed una parte notevole degli equipaggi era in cattive condizioni di salute. Il 7 Marzo il Pesaro, lasciato Cassopo dove si era recato per intensificare le esercitazioni, diresse a Porto Palermo per accordarsi coi Cimarioti che avevano promesso di aiutare da terra l’impresa. Il 12 egli giunse a Saseno e l’Orio si mise all’opera imbarcando sulle unità leggere destinate ad agire, materie incendiarie e tutto quanto altro occorreva, mentre le galere si ancoravano in parte davanti la foce della Vojussa e in parte davanti al porto di Valona. Al mattino del 13 Marzo l’Orio, superata con facilità la barra del (1) E non nel 1512 come risulterebbe dal Barbaro. (2) Il Contarini nel 1504 venne rieletto Provveditore d’Armata e nel 1508 mentre ritornava in patria con una nave avendo ultimato il suo periodo di Comando perì per naufragio sulla costa abruzzese presso Lanciano. Nel Novembre 1503 aveva concorso alla nomina di Provveditore in Cmpo e di Prjoweditore a Faenza ma non ottenne che scarsi suffragi. Anche nel Gennaio 1504 non riuscì ad essere Provveditore a Rimini. (3) Sanudo — Diarii — Voi. Ili — Col. 1639. 128 V