mise gli accordi che il governo della sua patria stava trattando con altre potenze interessate nelle questioni della Siria e che ciò obbligò il Comune a sconfessare il suo plenipotenziario e ad offrire riparazioni e scuse. Comunque Tripoli venne così in mano dei Genovesi ed i Capitani del Popolo vi designarono come Podestà Caccianemico Della Volta. Ma il Sultano d’Egitto Kelavun, che negli anni precedenti si era già impadronito di Giaffa, Cesarea, Gibello, Antiochia e Laodicea, pensò fosse giunto il momento opportuno per scacciare i Cristiani anche da Tripoli. Un esercito egiziano si presentò quindi (1289) davanti alla città per impadronirsene. Lo Zaccaria con la sua piccola armata, alla quale si unirono poche galere veneziane e pisane che si trovavano sul posto, cercò di difenderla. Ma le truppe Egiziane, dopo un assedio di 40 giorni, presero la città (26 aprile) malgrado fossero giunte a Tripoli truppe di soccorso inviate dal Re di Cipro e da quello di Armenia. La città venne quasi distrutta dai conquistatori e così «svaniva il sogno», come scrive l’imperiale, di costituire col dominio di quel «porto una base navale per le flotte genovesi in Siria». Benedetto Zaccaria conscio della gravità della situazione che si veniva a creare per le colonie cristiane della Siria, non volle rinunciare alla lotta contro gli Egiziani e perciò con le sue cinque galere, alle quali ne unì altre tre di Paolino Doria, accorse da Gaffa alla difesa di Tripoli e diede la caccia alle navi mercantili egiziane. Sulla costa dell’Asia Minore presso «Candeloro» assiali anzi un grosso bastimento turco che conquistò passando, a fil di spada l’e-quipaggio. Quest’azione personale dello Zaccaria contro gli Egiziani compromise la politica che Genova stava svolgendo e perciò il Governo della Repubblica sconfessò il suo operato tanto più che il Sultano E1 Mansur, succeduto al padre, come rappresaglia alle azioni offensive dello Zaccaria, aveva ordinato l’arresto di tutti i commercianti genovesi residenti in Egitto e la confisca delle merci esistenti nei fondaci che vi possedevano. Dopo laboriose trattative Genova riuscì ad appianare la divergenza promettendo probabilmente al Sultano di bandire lo Zaccaria. Il 13 maggio 1290 Genova riuscì così a concludere un nuovo trattato di navigazione e di commercio coll’Egitto, che è fondamentale per la storia delle relazioni successive tra i due paesi. L’anno seguente 1291 gli Egiziani assalirono le città cristiane che ancora non erano in loro potere e così caddero in breve tempo Acri, Berutti, Tiro e Sidone scomparendo così definitivamente gli ultimi baluardi che si potevano opporre al dilagare della potenza Islamica sulle coste Mediterranee dell’Asia. Alla difesa di queste città parteciparono solo poche galere di privati armatori di Genova e di Pisa e 20 galere armate da Venezia a spese del Pontefice. Cadute le colonie di Siria e Palestina, tutti gli stati Cristiani si disinteressarono ormai di quelle regioni ed è doloroso constatare che 28