20 Giugno non giungevano mai e lo Strozzi temeva sempre di venir sorpreso, prima del loro arrivo, dall’armata di Spagna. Leone era al colmo dell’impazienza e nello stato d’animo in cui si trovava non poteva rimanere inoperoso. Il 26 Giugno volle fare una ricognizione a Scarlino; durante il combattimento fu colpito da una archibugiata al ventre che lo fece soccombere in poche ore. Nel diario del Settimanni (1) la morte dello Strozzi è così descritta «Uscito da Port’Ercole colle tre galere diede a terra verso il « piano di Scarlino disegnando occupare quel castello, ma non gli « parendo aver gente abbastanza fece venir da Grosseto il Duca di « Somma con parte della sua fanteria tanto che aveva messo insieme « circa 400 fanti, coi quali si indirizzò alla volta di detto castello ed « essendovi arrivato vicino a due miglia trovò sulla strada un mulino « fortificato guardato da otto a dieci Spagnuoli. Mentre che gagliar-« damente lo combatteva e da detti Spagnuoli “ra gagliardamente « difeso, venne da quel luogo un tiro di archibugio che. investì il Prio-« re verso l’ombellico dal lato manco, della qual ferita si morì in « Castiglione della Pescaia». Questa è all’incirca la versione della morte che ci viene lasciata dai cronisti e dagli storici fiorentini. Contraria a questa è soltanto la versione riferita dal Bosio (1) che scrive essere stato lo Strozzi ucciso da un prete di Poggibonsi, essendosi egli tanto avvicinato alle fortificazioni di Scarlino da poter essere riconosciuto al chiarore lunare. Prima di morire egli riuscì a scrivere una lettera a suo fratello Luogotenente dettando le istruzioni sul modo come doveva, secondo il suo parere, essere condotta la guerra per ottenere la vittoria. La salina dello Strozzi da Castiglione venne trasportata a Porter-cole dove venne inumata. Ma nel 1556 quando gli imperiali condotti dal Marchese di Marignano si impadronirono di quella fortezza, i resti mortali del Priore vennero dissepolti e gettati in mare. In tal modo si volle compiere l’ultimo oltraggio contro questo eroico uomo di mare e di guerra che, sebbene non sia esente da macchie e da colpe, ebbe pur sempre il nobile desiderio di scuotere il giogo sotto il quale era oppressa la sua Firenze e per questo scopo sacrificò la sua vita a soli 39 anni. In onore ed a memoria di Leone Strozzi un suo nipote fece innalzare nella Cappella di famiglia nella Chiesa di S. Andrea della Valle a Roma un mauseleo nel quale si legge la seguente semplicissima epigrafe : Leoni Strozzae Philippi Filio Fiorentino Ordinis Hyerosolimitani Priori Capuae Classis Enrici II Gallorum Regis Generali Praefecto Leo Strozza Patruo (1) P. Strozzi — A . Pozzolini — Memorie ete., pag. 112., Nota 34- 154