considerare come i principali artefici della potenza marittima raggiunta dalla città. Vogliamo dire Oberto e Lamba Doria vincitori delle due più memorabili battaglie navali sostenute da Genova contro le repubbliche di Pisa e di Venezia. * * * Oberto e Lamba Doria appartenevano ad una famiglia che già da varie generazioni aveva dato alla sua patria uomini di mare copertisi di gloria in tutti i paesi mediterranei. Fra questi il console Ansaldo comandante della flotta genovese nella memoranda impresa del 1147 contro i Mori di Spagna che fruttò la presa di Minorca ed Almeria, Simone che nel 1189 combattè con indomito valore all’assedio di S. Giovanni d’Acri al fianco di Filippo Augusto Re di Francia e di Riccardo Cuor di Leone, e Pietro loro padre, eroico combattente all’assedio di Damietta nel 1219. La loro madre era Mabilia Casiccia. Essi erano i primi due di 4 fratelli resisi tutti illustri per le loro azioni. Il più giovane di essi Jacopo fu il notissimo annalista che chiuse la celebre serie di scrittori iniziatasi con Caffaro. Non si sa in quale anno nascessero Oberto e Lamba, ma, essendo noto con certezza l’anno di nascita di Jacopo (1234) si può ritenere che i due fratelli sieno nati intorno al 1230. Il padre, fervente ghibellino, rimase per lungo tempo escluso dalla vita pubblica cittadina anche durante tutta la guerra che il Comune di Genova sostenne contro l’imperatore Federico 11°. In conseguenza i figli rimasero estranei alla vita politica durante la loro prima gioventù. Quando nel 1246 Luigi IX° Re di Francia, in seguito alla pressione del Pontefice Innocenzo IV0 (Fieschi), volle effettuare una crociata in Oriente, si rivolse a Genova per ottenere le navi occorrenti alla spedizione e tra gli armatori che fornirono navi troviamo il padre di Oberto e Lamba che insieme ad un fratello armò una nave assai grossa chiamata «Paradiso». Con grande probabilità quindi si può ritenere che i due giovanetti partecipassero alla spedizione giacché in quelli anni a Genova, come scrive l’imperiale (1), chi voleva vivere doveva operare e quest’opera «cominciava per tutti fino dalla prima giovinez-« za e specialmente così doveva accadere ogni volta che i Capi delle « famiglie compivano qualche importante impresa ». Sebbene l’esito della crociata sia stato infelice assai, la marina genovese si assicurò una fama, notevole per l’eroica condotta dei comandanti e degli equipaggi delle varie unità. Poco dopo il ritorno a Genova della spedizione morì Federico II0 (13 Dicembre 1250) ed il Pontefice genovese per pacificare gli animi riuscì ad ottenere che i profughi ghibellini potessero far ritorno in città. I membri della famiglia Doria rientrarono in patria quasi tutti, e qualcuno di essi riuscì anzi ad avere la concessione di esercitare il commercio marittimo. Risulta infatti che nel 1254 Oberto ebbe il (li Imperiale — Jacopo Doria ed i suoi Annali — Pag. 27. 6