177 MDXX, SETTEMBRE. 178 119 A dì 12. La malinn in Quaranlia criminal fo expedito il caso di quel.... Donili di Caslel Prandio, qual condusse uno suo nepote fiol di suo fra-delio a Lignago, e ivi lo amazò per aver lui tutta la roba ; il qual fo chiamalo e bandito absente con taja, et che soi fìoli siano privi di la dita roba. El noviter fu preso ... et conduto in questa terra, et cussi fu preso mandarlo a execution di la leze, videlicet sia mena per Canal grando su uno soler sora una piata fino a Santa Croze, poi per terra a eoa di cavallo tirado fino a San Marco, e in mezo le do Co-Ione sia descopado el poi squartado etc. El cussi Sabado se farà la juslitia. Item, uno altro li sia cavà uno ochio. Da poi disnar, fo Consejo di X con la Zonta. Et tra le altre cosse, lexeno le letere di Franza, di summa importantia, e terminalo scriver col Pregadi a l’Orator nostro apresso Sua Maestà. Item, balolono li quatro Provedadori al Sai, chi dia esser el depositario, videlicet sier Piero Trivixan, sier Zuan Arseni Foscarini e sier Lorenzo Venier el dotor. Et licei fusse electo sier Bernardo Soranzo, tamen non è intrado ni intra fino a di .... Oclubrio, pur preseno che ’l dito sier Bernardo co-menzi a scriver come depositario de mandato Constili X, fino l’enlrala Provedador, licet non sia inlrato. Cossa nova et non fata mai più. Item, feno sopra i Sali e li magazeni di sali sier Piero Trivixan. Fo, per Colegio, eri scrito a sier Andrea Foscolo podestà e capitano di Crema in risposta di soe di 4. Come, essendo do turioni minati fino al cordon e ricordò il modo di fortifichar la terra, per tanto lau-demo la diligentia soa; ma mandi a Brexa per Antonio di Castello contestabile nostro, qual è pratico di tal fortificatimi, e toy il suo parer etc. Fo scrito a li reclori di Bergamo, sier Zuane Vi-turi e sier Polo Nani, come è venuti a la Signoria li oratori di quella Comunità domino Lodovico Bota et Nicolò Besulio, richiedendo la revochalion di la parte fu presa nel Consejo di X a di 18 Zugno 1517, zercha la compartition da esser fata del pagar di ducati 6600, fo exborsali dii 1516 del mexe di Aprii a li sguizari erano lì. E a l’incontro, aldilo domino Francesco d’Alban el cavalier, qual sborsò li danari. Però volemo dita parte sia exequida ; ma zercha la compartition, 5 citadini de li nominati in le letere vedino insieme con loro rectori eie. '*9' Fo scrito ozi e terminato mandar 50 balestrieri di Malatesla Bajon verso Bergamo, per veder di aver quelli milanesi fuoraussiti feno quel assassina- I Diarii di M. Sandto. — Tom. XXIX. mento atroce a lo Episcopo di Reclinati, e altri danni sopra il bergamasco. Item, scrito a Bergamo zercha l’interdilo di quella cità, intervenendo fra Lodovico de Passis, che si mandi di qui, el si scrive a Roma per far levar l’interdilo etc. A dì 13. La matina non fo nova alcuna da conto. Da poi disnar fu Pregadi. Et leto le letere di Roma, Franza, Palermo, il sumario di le qual ho scrito di sopra. . Dì Crema, di sier Andrea Foscolo podestà et capitano. Zercha quelle fabriche. Di Verona, di sier Lunardo Emo podestà, et sier Piero Mar zelo capitano. Come in Val dii Sol è grandissima peste, et... . Fu poslo, per sier Jacomo Corner, sier Jacomo Pizamano, sier Sebaslian di Prioli provedadori di comun : alenlo sia diminuito il Irazer di rami di qui, e al suo offltio si scodeva soldi 12 per mier di quelli si pagava do Sazadori ducali 30 l’uno, filo di magazeni et altre spexe, però sia preso che diti Sazadori habino solum ducati 25 per uno, i quali sono al fi-nar di rami, e il suo pagamenlo si trazi a soldo per lira ut in parte, nè il Cassier possi spender li danari in altro, sollo pena di pagar dii suo eie. Ave 152 de si, 4 di no, 2 non sincere. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL e Savii, la gratia di suspender li debili di sier Velor Pisani qu. sier Francesco dal Bancho l’ha con la Signoria nostra, per do anni, quali è per Dacii lire 33 pizoli 17, e Cazude lire 43, 12, 7. El fu presa. Ave 161 di si, 26 di no. Fu leto una letera dii’Orator nostroin Franza, secreti ssima, drizata a li Cai di X, di29. Di coloqui dii Re con l’Orator nostro, et fo mandali li Secretari fuora, et sacramenlà el Consejo: videlicet, come il Chrislianissimo re ha dito a l’Oralor nostro voi acordarsi la Cesarea Maestà con lui e non venir in Italia a luor la corona, con questo voy esser contento che ’l recuperi il Frinì, che è di la Signoria nostra al presente, qual è stato di la caxa di Austria. E Soa Maestà li ha risposto mai è per abandonar l’amicitia nostra. Et fu posto, per li Savii, risponder a l’Orator nostro, digi a la Maestà dii Re in risposta, el ringra-tiar Soa Maeslà del bon offilio ha fato, e la risposta fata al nunlio di la Cesarea Maestà in voler sempre mantenir l’alianza et amicitia noslra, e questo instesso femo nui a li partidi ne è slà porti per la Cesarea Maeslà predila. Item, sier Francesco Con- 120 12