Clausole militari 349 mento che essi possano usare contro gli alleati. Insisto perché il numero totale degli effettivi dell’esercito austriaco non ecceda i 15.000 uomini. Non mi preoccupa per nulla il fatto che debbano essere trovati uomini per le scuole ed altri consimili istituti. Orlando. Ammettendo il principio che si debba fare una riduzione sulla cifra di 40.000, mi sembra che per arrivare ad una cifra esatta sia necessario rinviare la questione ai militari, perché, nel calcolare il numero dei combattenti, deve tenersi conto dei servizi ausiliari e cosi di séguito. Nel tempo stesso suggerirei ai miei colleghi di dare istruzioni ai loro periti di studiare le forze armate da attribuirsi a tutte le parti dell’antico Impero austro-ungarico. Ciò è in relazione allo stato generale del disarmo. Sul principio siamo tutti d’accordo. Occorre trovare la formula e il metodo. Il signor Clemenceau ha detto che l’Europa è stata vittima dello spirito aggressivo della Germania e dell’Austria. Vorrei far rimarcare tuttavia che l’Austria consisteva in una agglomerazione di differenti entità, e che non è ben noto in quale particolare entità risiedesse pili specialmente tale spirito aggressivo. Clemenceau, interrompendo: So molto bene dove risiede lo spirito aggressivo in Austria. Esso si trova a Vienna, dove una dozzina di Junker erano gli obbedienti seguaci di Bismarck. Il signor Orlando non vorrà dire che la guerra sia stata iniziata in Polonia, in Boemia o in Transilvania. Ho avuto occasione io stesso di visitare frequentemente Vienna, durante un periodo di venti anni, prima della guerra; e mi è sempre stato risposto dall’aristocrazia viennese, quando io cercavo staccarli dalla Germania, che essi non avevano altra scelta che seguire la Germania. Orlando. Non desidero insistere su questo punto. Ad ogni modo non credo che il signor Clemenceau vorrà negare che Vienna rappresenti il quartier generale di svariate nazioni. Dal punto di vista francese può essere sufficientemente prossimo alla verità dire che il pericolo viene da Vienna; ma per un Italiano è necessario esaminare la questione più attentamente, e vedere se non vi siano altre fonti di pericolo all’infuori di Vienna. Clemenceau. V’è un’altra considerazione. L’Ungheria.