Voci di interventi Austro-ungarici di della Russia, all’Adriatico ». Fasciotti avvertiva che « Czemin partiva fra una settimana per l’Austria, ove vedrà l’Arciduca ereditario di cui è intimo ». Ancóra. Secondo un telegramma ritrasmesso a Vienna il 10 giugno, lo stesso Fasciotti, nostro attivissimo ed attentissimo rappresentante a Bucarest, scriveva quanto segue: « Credo mio dovere segnalare che tanto Pallavicini (i) che Czemin e persone che frequentano questa Legazione d’Austria hanno tenuto qui un linguaggio tale da provocare la impressione, nelle autorevoli persone con cui ho parlato, che in Austria-Ungheria si deplori di non aver ricorso alle armi durante la crisi ultima balcanica, e non si sia alieni dal farlo ora, ove se ne presenti l’occasione, per risollevare il prestigio della Monarchia. Mi consta a questo riguardo che 11 Re Carlo ha dichiarato di aver tenuto un linguaggio molto riservato di fronte agli accennati scandagli di Pallavicini, per bene marcare che la Romania non intende incoraggiare delle velleità di turbamento della pace europea. Quindi se la Serbia intervenisse in Albania, secondo l’ipotesi comunicatami da V. E., è da ritenersi più che probabile un’azione militare austro-ungarica contro di essa. Ed in ogni caso il Regio Governo dovrà tener conto delle tendenze bellicose che, secondo qui si afferma, vanno sempre più prendendo piede a Vienna, specialmente in certe sfere molto influenti » (2). Ancóra. Come è noto, nella prima metà di giugno (12-14 giugno) ebbe luogo a Konopischt, in Boemia, un incontro (1) Ambasciatore d'Austria-Ungheria a Costantinopoli di passaggio per Bucarest. (2) Avarna, richiesto di esprimere il suo pensiero su tale comunicazione, rispondeva, in data 12 giugno, con un lungo telegramma, tipico del suo pensiero e del suo stile. 11 telegramma cosi terminava: « In conclusione, a quanto mi è dato giudicare, l’Austria-Ungheria non segue in questo momento una politica a tendenze bellicose, ma una politica di prudente aspettazione e di estrema vigilanza per tener dietro agli eventi che si svolgono nei Balcani e sorvegliare da vicino la nuova attività che vi spiega la Russia, a fine di prevenire possibilmente i pericoli a cui i suoi interessi potrebbero essere esposti all'evenienza ».