3°4 I diritti dell’Italia Clemenceau. Non avete qualcosa nell’Africa Orientale? Orlando. Il Trattato di Londra ne tratta. L’art. XIII stabilisce che l’Italia dovrà ottenere compensi in quelle parti dell’Africa che specialmente la interessano, nel caso che Francia ed Inghilterra aumentassero i loro domimi coloniali in quel continente. Simon. È esatto. L’art. XIII del Trattato di Londra è del seguente tenore: Dans le cas où la France et la Grande-Bretagne augmenteraient leurs domaines coloniaux d’Afrique aux dépens de VAllemagne, ces deux Puissances reconnaissent en principe que l’Italie pourrait réclamer quelques compensa- equo, ed essa potesse partecipare all’opera di civilizzazione. Il principio ò cosi giusto che se anche non esistesse l’articolo XIII del Trattato di Londra, dovrebbe essere applicato. La questione è d’estrema gravità ». E, il 30 gennaio, quando si rinnovò la discussione sulla competenza della Società delle Nazioni, e su l’onere delle occupazioni militari, in Austria, in Turchia, e nelle antiche Colonie tedesche in Africa e nel Pacifico, Orlando dichiarò che l’Italia aveva « un solo e perfettamente giusto desiderio e cioè che una giusta proporzione fra alleati dovesse mantenersi in riguardo all’occupazione di codesti territori. Di conseguenza egli chiedeva, e credeva che la sua domanda non potesse considerarsi eccessiva, che l’Italia ottenesse la sua parte di Mandati e di territori da occuparsi militarmente ». Orlando ne riparlò ancora il 31, concludendo che domandava soltanto si osservasse la giustizia della proporzione per l’Italia. Non mi risulta fosse poi ripresa la questione, per quanto riguarda l’Italia e le ex-Colonie tedesche. Tuttavia ricordo che, secondo istruzioni del presidente Orlando, io presentii Hankey per sapere se l’Italia avrebbe potuto ottenere l’A-frica Orientale tedesca. Hankey si limitò a rispondermi che la conquista di quel territorio era costata all’Inghilterra 100 milioni di sterline. Sempre per ordine di Orlando, io feci anche pratiche, nel marzo, presso il generale Henry Wilson, dichiarando che l’Italia era disposta a sostituire le truppe britanniche in Transcaucasia. Il generale Wilson si mostrò sùbito favorevolissimo, non senza apparire dubbioso dell’interesse che avremmo avuto a sobbarcarci a quell’onere. Lloyd George accettò poi l’offerta, non senza osservare a mezza voce: « Ma gli Italiani credono ottenere cosi il petrolio della Transcaucasia? I pozzi eie miniere sono di proprietà privata! » Il 2 aprile Lloyd George comunicò a Wilson e Clemenceau l’accordo intervenuto tra Italia ed Inghilterra per la sostituzione di truppe italiane alle truppe britanniche in Transcaucasia: Wilson fece un viso di scontento. Come è noto, il gabinetto Orlando prosegui nel disegno, che fu poi abbandonato dal gabinetto successivo. Sonnino non era favorevole né all’Afnca Orientale tedesca, né alla Transcaucasia.