Già nel novembre igió era stata considerata l’opportunità di inviare una Commissione interalleata in Russia, di dove giungevano notizie molto gravi. Furono fatti, in primo tempo, i nomi di Asquith, di Briand e di Ribot, come rappresentanti dell’Inghilterra e della Francia ; ma si designarono poi Milner per l’Inghilterra, Donmergue per la Francia, e per l’Italia Scialoja. La Commissione doveva partire nel dicembre, poi la partenza .fu rinviata al gennaio, dopo una riunione interalleata tenuta a Roma (5-6-J gennaio) dedicata in special modo all’Armata d'Oriente ed al generale Sarrail ; alla Grecia ed al Re Costantino ; alle possibilità di concorso alleato al fronte italiano. Ritornata la Commissione dalla Russia in Italia, Scialoja, che accordò interviste varie, di carattere ottimistico, fu accusato, poi, di essersi completamente ingannato sulla situazione nell’impero dello Zar ; come se il ministro italiano avesse potuto, comunque, concorrere ad opera di carattere "disfattista”. I lettori di questi appunti vedranno come la rivoluzione russa non giungesse impreveduta alla Missione italiana. D’altronde, anche scoppiati i moti rivoluzionari ( 15 marzo) di evidente gravità, i Governi dell'Intesa 0 si fecero illusioni 0 non vollero disperare. Come a Roma, cosi a Parigi e a Londra, si perseverò nelle solenni manifestazioni pubbliche ottimistiche, che si leggono, oggi, non senza amara attonita riflessione. II 16 marzo il cancelliere dello Scacchiere Bonar Law dichiarava alla Camera dei Comuni: «Tutte le informazioni della nostra Ambasciata a Pietrogrado indicano che il movimento rivoluzionario non è a favore della pace » ; il 19 marzo Lloyd George, alla stessa Camera dei Comuni, dichiarava : « Siamo felici di sapere che il nuovo Governo fu formato con lo scopo espresso di continuare la guerra con rinnovata energia » ; e il 21 marzo al Senato ed alla Camera francese si