372 Asia Minore [19 Sonnino. L’Italia ne aveva abbastanza di combattere l’Austria. Avevamo tutta l’Austria sulle nostre braccia. Wilson. Questa non è una risposta. Sonnino. Non è una risposta? Io non vedo d’altronde che diritto abbia l’America di intervenire in ciò che è stabilito nel Trattato di Londra. L’America non c’entra. accettare che l’assegnazione all'Italia dei territori d’occupazione o d’influenza nell’Asia Minore fosse condizionata in alcun modo al preciso impiego di forze in Turchia, o che, nell’ipotesi che al momento della pace qualche provincia del territorio non potesse attribuirsi o al-l'una o all’altra Potenza, il riesame equitativo della risultante situazione in confronto col reparto ora convenuto dovesse farsi partendosi dal criterio degli sforzi fatti da ciascuna delle Potenze e tanto meno da quello ristrettissimo degli sforzi fatti entro i confini dell’impero Ottomano. Doveva quindi escludere nettamente la proposizione finale del War Cabinet oggi comunicata, cioè che la realizzazione delle aspirazioni italiane nell'Asia Minore dovesse essere comunque condizionata ad uno sforzo di nuova e maggior cooperazione italiana contro la Turchia. Faceva rilevare a Rodd che di simili condizioni quantitative e qualificative non vi era traccia negli accordi conclusi nel 1916 tra Francia, Inghilterra e Russia, e che l’Italia non intendeva subire condizioni differenziali e di non perfetta parità con gli altri. La conseguenza pratica delle proposte del War Cabinet, se accettate, sarebbe stata che l’Italia avrebbe dovuto al più presto ritirare da Salonicco il suo attuale contingente di 40.000 uomini, non aspirando essa a nessuna parte della Bulgaria, della Macedonia, e trasportarlo nell’Asia Minore. Tutto ciò non corrispondeva alla tesi del fronte unico.» Sonnino era pronto a rinnovare l’offerta già fatta di un concorso italiano di 5 o 6 mila uomini all’attuale spedizione inglese contro la Palestina, concorso che, per espressa volontà del Governo inglese, era stato ridotto a poche centinaia di militi, come semplice rappresentanza della bandiera. « Oggi non poteva impegnarsi di più, non ritenendolo possibile il Comando militare senza grave pericolo per il Paese. » Il 3 maggio, Rodd dichiarò, a chiarimento delle sue precedenti comunicazioni, che non era intenzione del Gabinetto di guerra britannico domandare all’Italia di fare uno sforzo specialmente in Turchia... « Il Gabinetto di guerra tuttavia considerava che per la causa degli alleati sarebbe stato di grandissimo valore un ulteriore aiuto italiano a Salonicco, non necessariamente in questo momento, ma forse più tardi. » Il concorso italiano a Salonicco (vi tenemmo una Divisione che fu realmente più d’un Corpo d’armata) ebbe in taluni momenti sino a 55.000 uomini di effettivi. Né va dimenticato che l’apporto italiano sul fronte francese superò talora, e specie nel 1918 come uomini, e come sacrifici, quello interalleato in Italia.