Procedura non violava alcun principio, né dell’Italia né del presidente Wilson. Non so quale sia il miglior modo per fare approvare qualche cosa al Parlamento italiano; ma conosco il Parlamento britannico, del quale faccio parte da trent’anni, e per conto mio vorrei sapere dove sto e per che cosa debbo lavorare. Clemenceau. Concordo. Lloyd George. Per esempio, per la questione delle riparazioni non potrei andare al Parlamento e chiedere mano libera. Sonnino. È appunto quello che io dico. Wilson. Eppure il signor Lloyd George non ha fatto cosi col Parlamento inglese in materia di riparazioni. Lloyd George. Non è cosi. Io ho potuto rassicurare il Parlamento inglese perché sapevo esattamente la soluzione vicino a cui mi trovavo. Altrimenti il Parlamento inglese non mi avrebbe dato la sua fiducia, dubitando che io non l’avessi in me stesso. Wilson. I rappresentanti italiani potrebbero andare al Parlamento e dire che né le Potenze alleate né quella associata possono consentire a dar Fiume all'Italia. Gl’Inglesi ed i Francesi si sentono obbligati a mantenere la loro promessa come alleati. Per quanto riguarda la possibilità di un accordo i Delegati italiani potrebbero dire che comprendo le loro difficoltà e sono pronto ad accettare qualunque accordo che sia conforme ai miei principii, sebbene io non abbia alcuna proposta da fare. Lloyd George. Mi pare che la situazione del presidente Wilson sia la seguente: egli non vuole fare delle proposte, ma insiste perché sia chiaro che Fiume non deve andare all'Italia. Wilson. Debbo ricordare ai miei colleglli che il Parlamento italiano non ha mai conosciuto la posizione del Governo degli Stati Uniti, quale è stata indicata nel mio Memorandum. Le mie proposte contenute in quel Memorandum non sono solamente negative, ma anche positive. Esse includono delle misure necessarie per garantire la sicurezza delle coste orientali dell’Adriatico. Richiamavano l’attenzione sulla necessità di provvedere a ciò, e comprendevano la limitazione degli armamenti, la distruzione delle fortifi-