— 82 — « abitante in Napoli » e il testo delle risultanze è come segue : « Notizie pervenute dal sig. Maresciallo Frimont lo qualificano sospetto di mantenere corrispondenza coi Carbonari ». (82) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. 117, identica annotazione. (83) La parte compresa nel presente elenco è copia con qualche omissione non sostanziale, delle prime tre righe della partita Germani in Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. 116, seguono poi un altra trentina di righe sulla parte avuta dal Germani nella rivolta Piemontese ; e nella colonna delle osservazioni si dice : « Lì 8 novembre 1821 fu contro di lui dalla Commissione di Milano aperta la speciale inquisizione per alto tradimento e scritto del suo arresto alla Polizia. Lì 26 novembre detto riferiva la Polizia che egli possa essersi rifuggiato in Svizzera. Lì 10 dicembre 1823 fu presentato da sua madre. Condannato il Germani in prima istanza alla pena di morte, S. M. gliela condonò, condannandolo invece all’arresto per tre mesi, 22 febbraio 1825». Un sunto ordinato delle risultanze a carico del Germani si ha anche in un « Elenco dei sudditi lombardi passati clandestinamente in Piemonte al tempo della rivoluzione colà avvenuta, e rientrati ». (In Processo dei Carbonari, cart. 57). Il suo nome è compreso nel citato elenco pubblicato dal Soriga. Anche il Germani apparteneva al Gruppo degli studenti pavesi. (84) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. 120 ; identica annotazione, ma invece di Maliano, si ha « Malliani » ; forse Marliani ? (85) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. in. A questa frase segue: «Camillo Ugoni disse che queste frasi potrebbero accennare chimeriche illusioni intorno alla supposta probabilità futura d’un governo italiano. Sentito il Giuletti riconobbe la lettera e sostenne essergli stata dettata da Filippo Ugoni ». Inoltre è detto « Giuletti Giovanni, maestro di leggere e scrivere nel colleggio Baldoni di Brescia ». Pel domicilio era scritto « Campazzo », poi cancellato e corretto in « Brescia », mentre Campazzo è dato come luogo di provenienza della lettera che è detta del 4 settembre o novembre. Infine nella colonna delle osservazioni si nota : « Fu arrestato economicamente dalla Polizia, ma per superiore ordine rimesso in libertà ». (86) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. in, annotazione eguale nella sostanza. Ad essa è aggiunto : « Confalonieri lo indica tra quelli che ei sospettava addetti al Guelfismo, che si propagò in Italia nel 1815 al-1’ epoca di Murat ». Inoltre, invece che « letterato » è qualificato « scrittore celebre ». Melchiorre Gioia era nato il 20 settembre 1767 a Piacenza e morì in Milano il 2 gennaio 1829. Dopo gli studi compiuti in Liceo San Pietro di Piacenza perfezionò la sua istruzione vestendo l’abito ecclesiastico ed entrando nel collegio Alberoni. Fu nominato sacerdote nel 1793. Si può dire di lui che fu il più dotto cultore delle scienze economiche del suo periodo in Italia. Quando l'Amministrazione generale della Lombardia il 27 settembre 1796 indisse un concorso sotto il titolo « Quale dei Governi liberi meglio convenga alla felicità d’Italia », Melchiorre Gioia presentò un dottissimo scritto che ottenne il premio. La lieta notizia lo trovò però in carcere sotto una speciosa accusa relativa all’esercizio del suo magistero religioso, ma effettivamente per sospetto spirito rivoluzionario. La sua personalità non ha bisogno di ulteriori illustrazioni, ma ricorderemo soltanto che il 20 dicembre 1820 fu arrestato per sospetto di carbonarismo e fu rilasciato il 20 luglio 1821. (87) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. 114, analoga annotazione con il solo mutamento per il quale alle parole « non si ricorda » erano sostituite le altre « non sapea ». (88) In Archivio di Stato, Milano, id. id., Reg. G, Fol. 117, è detto invece: « Notizie pervenute dal sig. Maresciallo Frimont lo indicano sospetto di mantenere corrispondenza colla setta Carbonica » ed è inoltre qualificato « milanese, abitante in Napoli ». (89) In Archivio di Stato, Milano id. id., Reg. G, Fol. 117. Allo stesso