35 ehi Garibaldini a termini della iniziata Convenzione 0 suesposta. Nello stesso 1° agosto alle ore 6 del mattino l’Arciduca Ernesto faceva avvertiti i Reggenti, con una lettera, di non doversi stare alla Convenzione stipulata tra la Repubblica ed il De Fidler per errori incorsi, simulando di nulla sapere della partenza di Garibaldi per riversare tutta la colpa sulla debole Repubblica (1). Inoltre accadde che alcuni cacciatori austriaci, avamposti dell’ esercito dell’ Arciduca, accampato al Vascone entro 1 confini della Repubblica dalla parte di Fiorentino, venissero all’ insaputa dei loro Comandanti e a mano armata nel Borgo Maggiore di San Marino, minacciando della vita chiunque incontrassero. Ed ecco il politico Beizoppi che rimedia a tempo con l’inviare a spron battuto una staffetta all’ Arciduca, portante lettera di lagnanza e di preghiera insieme, affinchè il generale faccia desistere i suoi soldati dalle violenze (2). L’ Arciduca fece richiamare al dovere i suoi e nel pomeriggio del primo agosto spedì a San Marino il capitano Litzelhofen a dimandare il permesso di far marciare più avanti nei confini della Repubblica le truppe del- (1) Doc. XI. (2) Una minuta di questo reclamo esiste in parte nell’Arch. Gov., busta 169, Reggenza, Carteggi, ecc. Anno 1849, ed è di questo tenore : « A Sua Altezza I. R. 11 Principe Ernesto. « Ci giunge a notizia che le truppe sotto gli Ordini dell’ A. « V. I. R. entrando nel nostro Borgo, siano venute ad atti che « potrebbero farci credere con molto nostro, dispiacere non pro-« seguire l’A. V. in quella buona intelligenza nelle sue relazioni « con questa Repubblica, che ci promettevamo pensando all’ an-« tica affezione dell’ I. R. Governo Austriaco verso la medesima « e al costante rispetto usato da Lui verso i legittimi nostri di-« ritti, ed alla condotta da noi tenuta sempre. Ed anche nei fatti « or ora avvenuti si spera » ecc....