32 angusto luogo, e con una taglia di diecimila lire posta svi la sua testa dal Generale in capo Gorskowscky, non appena lo si seppe evaso da San Marino (1). Un’ altra sortita prodigiosa di Garibaldi simile a questa e degna solo come questa di tanto stratega, si riscontrò nel 1848 quando a Morazzone, in quel di Varese, circondato da 10000 Austriaci, guidati dal D’Aspre, dopo un’ eroica difesa con poco più di mille uomini, guadagnò l’aperta campagna, sciolse la legione, 1’ avviò in salvo al confine Svizzero, dove poco dopo aneh’ egli la raggiunse travestito da contadino. (2) Vera potenza sovrumana ! La mattina del 1 agosto marcia pel Marecchia e Montebello, poi raggiunge Sogliano, indi Longiano; cala giù a S. Giovanni in Compito, ove attraversa la Via Emilia, passa per Gatteo e la sera dello stesso giorno arriva incolume a Cesenatico, dove alla vista del mare gli sembra sciolto il suo voto di arrivare a Venezia. Il barnabita Ugo Bassi, don Stefano Ramorino, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, il figlio Lorenzo tredicenne, Giovanni Livraghi ed altri compagni ebbero un’ altra guida e presero un’ altra via (3). Si ricongiunsero a (1) Così mi raccontò l’ufficiale in pensione Giovanni Paoli toscano, che prestò servizio nella gendarmeria sammarinese dal 1843 al 1858, percorrendo tutti i gradi fino a quello d’ispettore politico, e come tale s’ adoprò (per ordine della stessa Reggenza) ad accompagnare anch’ esso fino al confine il tanto temuto nemico. (2) Bertolini, Storia del Risorg. Italiano, cap. X § VI. (3) La guida di Ugo Bassi e commilitoni fu l’operaio Sammarinese Sebastiano Mazza che fece loro seguire la via del Ventoso. Tanto questa guida quanto quella del Garibaldi furono procurate ai profughi dal bravo milite Francesco Della Balda di Marino, il quale si ebbe in regalo dall’ Eroe nizzardo una posata da campo, senza cucchiaio, di packfong, grato ricordo che tuttora si conserva nel Museo Governativo di San Marino. Ivi pure si conservano un Breviario ed un Vasetto per Olio Santo, lasciati in ricor-