46 internazionali. Anche dopo morte incusse spavento quella breve ma gloriosa Repubblica Romana ! Forse la Repubblica consorella doveva scontare il fio ? Ciò non avvenne e non sarà mai per avvenire, perchè Roma sarà sempre degli Italiani. Oggi pel Titano rimane solo la parte bella. La storia fra i grandi avvenimenti registrerà che la gloriosa Repubblica dei cento giorni, e non malaugurata come vorrebbe il Brizi (1), espugnata in Roma da forze cinque volte maggiore e rappresentata di fuori da Garibaldi e dalla sua forte legione, cessasse d’esistere definitivamente nella cordiale sorella la Repubblica di San Marino. Ed ora mi sia concesso di chiudere queste pagine di storia con qualche breve considerazione. I. Il Governo di San Marino concorse al ricetto di Garibaldi per forza o per amore di fraterna ospitalità? Questo è il primo quesito che mi si presenta. Taluni forse potrebbero credere che San Marino si sia trovato in condizioni di non poter rifiutare rifugio a Garibaldi, e potrebbero dire: Garibaldi inviò a questo Governo due ambasciate, con le quali chiedeva il passaggio e la sosta in questa Repubblica; ed avendo avuto risposta negativa, perchè il Beizoppi temeva di compromettere la libertà del Titano, stretto e pressato dai nemici, valica i confini ed arriva alle porte della città ; quindi i Sammarinesi furono costretti a dargli rifugio. Rispondo: E’ ben vero che il Beizoppi cerca di allontanare la burrasca, perchè in lui, come in ogni buon cittadino, l’amor patrio doveva potere sopra gli altri affetti; tanto più che si trattava di tempi calamitosi in (1) Le Bande cit., pag. 25.