24 feriti ricoverati nei conventi, i soldati accampati sullo stradone e nei dintorni del Borgo e loro legge il seguente : Ordine del Giorno San Marino 31 luglio 1849. Noi siamo sulla terra di rifugio, e dobbiamo il migliore contegno possibile ai generosi ospiti. In tal modo avremo meritata la considerazione dovuta alla disgrazia perseguitata (1). E conchiudeva : Militi, io vi sciolgo dall’ impegno d’accompagnarmi. Tornate alle vostre case, ma ricordatevi che V Italia non deve rimanere nel servaggio e nella vergogna ! (2). Non devesi tacere che Garibaldi dopo aver parlato con la Reggenza aveva raccomandato ai suoi soldati il più scrupoloso rispetto alle persone ed alle cose e comminato la fucilazione a chiuncpie vendesse armi ed oggetti dell’equipaggio o armamento militare. Non devesi neppure dimenticare che un soldato Garibaldino, avendo attaccato rissa con un altro, ebbe a ferirlo e forse a ucciderlo. Il suo Colonnello voleva farlo fucilare per aver disturbato il buon ordine e la tranquillità della ospitale Repubblica; e lo avrebbe fatto se vari distinti cittadini sammarinesi non avessero interceduto ed ottenuto grazia (3). (1) Questa prima parte dell’ Ordine del Giorno la riporta il Brizi e tutti quelli che hanno attinto da lui. Questo è fra i documenti che non esistono più in San Marino. Lo riteniamo vero perchè Io stesso Fattori al Cap. XLVIII riporta qualche cosa di simile, e perchè i testimoni auricolari lo ritengono tale. (2) Garibaldi, che ha scritto le Memorie autobiografiche molto tempo dopo, ha omessa la prima parte dell’ Ordine del Giorno di San Marino, ed ha riportata solo la seconda; ed. cit. pag. 245. (3) Brizi, Le Bande, cit., pag. 19 e nota 7.